Mercoledì, 15 Agosto, 2018

Roma, separate due gemelle siamesi di 6 mesi

Gemelline siamesi di 7 mesi separate con successo al Bambin Gesù Gemelle siamesi separate al Bambino Gesù: “Unite dalla schiena ora Francine e Adrianne si guardano”
Machelli Zaccheo | 22 Dicembre, 2017, 16:12

Ma ora hanno avuto la possibilità di conoscersi e soprattutto di guardarsi negli occhi, Francine e Adrienne, le due gemellini di sette mesi provenienti dal Burundi. Gemelle Pigopaghe, ovvero gemelle siamesi unite dalla schiena (una forma molto rara della patologie rappresentando appena l'1% dei casi), sono state 'separate' con successo dopo una lunga operazione durata 12 ore, con il coinvolgimento di quattro equipe chirurgiche per un totale di 25 persone. Inoltre, condividevano il midollo spinale e la parte dell'intestino ano-retto. Tutte queste parti congiunte sono state separate e poi ricostruite dai vari team secondo programma e tempi prestabiliti: i neonatologi hanno iniziato separando ano, retto e sfintere, quindi è stato il momento dei neurochirurghi per la separazione e l'immediata ricostruzione del midollo spinale e del sacco durale.

Posizionate schiena contro schiena, erano unite per la zona sacrale.

L'intervento è stato coordinato da Pietro Bagolan, direttore del Dipartimento di Neonatologia medica e chirurgica. La preparazione all'intervento, a cui hanno lavorato medici e specialisti di 5 diverse aree (Neonatologia, Chirurgia plastica, Neurochirurgia, Anestesiologia e Rianimazione, Diagnostica per immagini) è durata 3 mesi e ogni fase è stata studiata e pianificata con l'ausilio di stampe 3D, TAC e risonanze tridimensionali. La complessa operazione ha avuto luogo nel reparto chirurgico neonatale del Bambin Gesù di Roma e fa parte delle missioni umanitarie della Santa Sede nei paesi del terzo mondo. E' dell'ottobre scorso l'intervento su Rayenne e Djihene, le piccole algerine unite per il torace e per l'addome.

L'unica altra operazione del genere fatta al Bambino Gesù è degli ormai passati anni 80 che coinvolse due gemellini maschi.

"La sfida di questo intervento - spiega il professor Bagolan - è stata separare il midollo spinale senza sacrificare le varie radici nervose; ricostruire velocemente il sacco durale per evitare perdite di liquido cerebro-spinale e ricreare l'area ano-rettale mantenendo integra la funzionalità dello sfintere. Il nostro obiettivo prioritario, era garantire alle bambine la migliore qualità di vita possibile tenendo conto che torneranno a crescere in un'area geografica in cui i presìdi sanitari sono una rarità".

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