Mercoledì, 13 Novembre, 2019

Melegatti, il miracolo prosegue: l'azienda ritira la cassa integrazione

Melegatti la favola di Natale dei 5mila pandori niente Cig produzione non si ferma Melegatti, il miracolo prosegue: l'azienda ritira la cassa integrazione
Esposti Saturniano | 15 Dicembre, 2017, 15:24

Esito da favola di Natale per Melegatti. I dolci saranno venduti direttamente nello spaccio di San Giovanni Lupatoto (Verona).

La decisione - come si legge su Corriere.it - è arrivata ieri, giovedì 14 dicembre, durante una riunione convocata dai commissari, l'avvocato Bruno Piazzola e il commercialista Lorenzo Miollo. Per non lasciare a casa nessun operaio si è stabilito di proseguire la produzione natalizia per un paio di giorni in modo da sfornare altri 5 mila dolci per lo spaccio aziendale dove i clienti giungono quotidianamente proprio per acquistare i pandori Melegatti. Il gruppo infatti nelle scorse ore ha annunciato di aver deciso di ritirare la richiesta di cassa integrazione, annunciata appena qualche giorno fa, per far ripartire a breve la produzione per Pasqua. La crisi è però ancora lontana dalla sua soluzione, visto che la società dolciaria è esposta per 10 milioni di euro con le banche ed ha un debito di 12 milioni con i fornitori.

"Il paracadute per i lavoratori - ha spiegato Laura Salvi, segretario Flai-Cgil - sarebbe stato attivato solo per poche persone e per pochi giorni, tenendo conto delle festività, delle ferie e dei riposi da smaltire, quindi abbiamo trovato un'altra soluzione". La cassa era stata presentata da Quagini generale quale passaggio inevitabile, dato che anche il secondo passo del piano, ossia la produzione pasquale che doveva essere autorizzata dal Tribunale. Grazie al prestito da sei milioni di euro concesso dal fondo maltese Abalon a Melegatti, lo stabilimento fondato nel 1894 aveva potuto avviare la produzione natalizia, sfornando un milione 575mila pezzi tra pandori e panettoni che sono andati letteralmente a ruba. Un successo che è stato senza dubbio anche merito della grande mobilitazione popolare seguita alla campagna sui social network lanciata dai dipendenti.

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