Вторник, 12 Декабря, 2017

Paradisi fiscali, 17 paesi nella blacklist della Ue

European Commission Vice President Dombrovskis addresses the European Parliament in Strasbourg Paradisi fiscali, Ecofin approva la “lista nera”: dentro 17 Paesi
Evangelisti Maggiorino | 06 Декабря, 2017, 20:19

Nella speranza che, esponendoli alla pubblica gogna e forse anche al rischio di future sanzioni, comincino a collaborare con le autorità fiscali europee smettendo di aiutare gli evasori. Nella black list sono finiti: Samoa, Bahrein, Barbados, Grenada, Guam, Corea del Sud, Macao, Isole Marshall, Mongolia, Namibia, Palau, Panama, Saint Lucia, Samoa, Trinidad e Tobago, Tunisia ed Emirati Arabi Uniti.

Il Consiglio europeo ha approvato la sua prima blacklist di paradisi fiscali, cioè quelle giurisdizioni che favoriscono l'evasione ai danni dei cittadini di tutto il mondo. Ci sono, tra gli altri, anche Svizzera, Turchia, San Marino, Andorra, le Cayman, Jersey e Bermuda. La Ue aveva cominciato dieci mesi fa a valutare i Paesi da inserire nell'elenco. La selezione è avvenuta sulla base di tre criteri: trasparenza fiscale, tassazione equilibrata e applicazione delle norme Ocse sul trasferimento dei profitti da un Paese all'altro. "I servizi europei hanno poi riconosciuto la conformità di questo sistema con le regole di trasparenza" si legge ancora nel comunicato, che si conclude con un appello all'Ue di rivedere la classificazione dei paradisi fiscali al più presto. Altri 47 sono invece stati inseriti in una "lista grigia", perché si sono impegnati a cooperare.

Lo screening è stato fatto da esperti nazionali, che a gennaio scorso inviarono a tutti una lettera per informarli dell'avvio del processo. Si calcola che ogni anno i paesi Ue perdano centinaia di miliardi di euro a causa dei correntisti che trasferiscono i loro risparmi su conti extra europei.

Un processo che, com'è noto, non ha riguardato dal principio i paesi Ue, sebbene alcuni stati membri occupino un ruolo di primo piano nella corsa globale al ribasso sulla fiscalità d'impresa. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha appoggiato questa linea. Per Moscovici bisogna ora lavorare a sanzioni vere, e soprattutto assicurarsi che i 47 della lista grigia facciano quanto promesso. Stessa preoccupazione di Oxfam, che voleva "sin da subito una blacklist più lunga" e che non escludesse i Paesi dell'UE, perché secondo l'ong almeno 4 "consentono oggi a grandi corporation di minimizzare il proprio carico fiscale".

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