Domenica, 24 Giugno, 2018

Dj Fabo, l'udienza chiave del processo a Cappato

Valeria Imbrogno, la fidanzata di Fabiano Antoniani noto come dj Fabo Valeria Imbrogno, la fidanzata di Fabiano Antoniani noto come dj Fabo
Evangelisti Maggiorino | 04 Dicembre, 2017, 20:21

"Non devi sentirti sconfitta per me questa è una vittoria"- aveva detto Dj Fabo alla fidanzata Valeria, come lei stessa ha raccontanto in due ore di testimonianza. Dopo avere evocato quei momenti, la signora Carmen è scoppiata a piangere e il pm Tiziana Siciliano le si è avvicinata porgendole dei fazzoletti di carta.

La quale oggi ha dichiarato, a margine dell'udienza: "Spero che questa sia la volta buona per l'approvazione della legge sul biotestamento".

Cercando di trattenere le lacrime, la donna ha raccontato che con la battaglia "pubblica" Fabo si sentì di nuovo "vivo e utile" e fece anche lo "sciopero della fame" per non essere fermato. Fabiano preferì evitare, perché aveva capito che si sarebbe "prolungata l'agonia, e poi in casa con sua madre, e lui voleva tutto tranne che soffrire ancora, perché sapeva che così sarebbe morto con un'agonia di 7-10 giorni". Anche la madre ha testimoniato in difesa della scelta del figlio: "Vai Fabiano, la mamma vuole che tu vada". Cappato aveva infatti accolto la richiesta di Dj Fabo di accompagnamento a ricorrere al suicidio assistito in Svizzera, ottenuto il 27 febbraio 2017. Ai magistrati ha raccontato dell'amore per la vita che contraddistingueva il suo compagno prima del terribile incidente, ma anche dei tentativi fatti dopo per ritrovarne un po', come quando andarono in India per tentare una terapia con le staminali, che non funzionò. "Io stavo combattendo la 'signora Morte' - ha raccontato Valeria Imbrogno nel silenzio totale dell'aula che per due ore l'ha ascoltata raccontare, con forza, tutta la storia di Fabo - e sentivo che stava vincendo lei, ma Fabo mi disse 'Tu non devi sentirti sconfitta, per me questa è una vittoria'". Lui mi ha chiesto di prendere informazioni e mi ha detto che doveva morire. Proprio negli ultimi mesi, soprattutto dopo la morte di Fabiano, la discussione sul biotestamento è tornata centrale e l'obiettivo di parte del Parlamento italiano è approvare questa legge entro la fine della legislatura. E a lei diceva: "Per me la vita è qualità, non quantità e io sto sopravvivendo di quantità". "Non voleva morire soffocato interrompendo le cure", ha aggiunto. La cosa più insopportabile per lui era quella di non vedere più, ha raccontato Valeria, ricostruendo l'ultimo, difficile periodo di vita di Fabiano. La donna ha anche definito "meravigliosi i colloqui" tra il figlio e Cappato, "tra loro si era creato un rapporto di amicizia, parlavano di tante cose, gli parlava della sua musica, ed era diventato una persona molto importante per lui".

Carmen e Valeria oggi hanno dimostrato un enorme coraggio parlando a processo.

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