Mercoledì, 12 Dicembre, 2018

Etruria, il Pd attacca Bankitalia: "Ora emergono le vere responsabilità"

Etruria nuovo attacco del Pd a Bankitalia Banca Etruria, pm Arezzo stupito che Bankitalia spingesse per ...
Evangelisti Maggiorino | 01 Dicembre, 2017, 10:14

C'è qualcosa che non torna più nella versione fornita dalla Banca d'Italia sulla ricerca di un partner per la Banca Etruria in forte crisi. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi in audizione alla Commissione d'inchiesta sulle banche, rispondendo a una domanda sul modus operandi di Bankitalia e Consob nei confronti di Banca Etruria.

"La verità, prima o poi, viene a galla".

Nello stesso momento, Matteo Renzi si trovava sul treno del Pd in giro per il Piemonte, per l'occasione con Maria Elena Boschi. Domani, quando farà il punto finale sul viaggio del treno 'Destinazione Italià, ha promesso di tornare su questo tema. Per adesso, si è limitato ad una espressione molto esplicita a chi lo ha aggiornato sui lavori della commissione. Il senatore del Pd, su Twitter, ha scritto: "Alla fine anche su Banca # Etruria stanno emergendo chiaramente le responsabilità di #Bankitalia".

"Oggi inizia a sgretolarsi il castello di strumentalizzazioni con cui in questi mesi è stata raccontata la vicenda di Banca Etruria, e iniziano ad emergere le vere responsabilità, a cominciare da quelle di Banca d'Italia, sia nella mancata vigilanza sia nell'immaginare di riorganizzare parte del sistema intorno alla Popolare di Vicenza, le cui sofferenze erano abbastanza evidenti già allora", ha dichiarato il presidente dem Matteo Orfini. Rossi aveva parlato a lungo della spinta esercitata da Bankitalia su Banca Etruria affinché scegliesse la Popolare di Vicenza come partner in vista di una fusione. "La scelta del partner è stata rimessa all'autonoma valutazione degli organi aziendali".

Secondo il magistrato, infatti, sarebbe stata proprio Banca d'Italia a spingere - nel breve lasso di tempo tra la fine del 2013 e l " inizio dell'anno successivo - perché Banca Etruria procedesse all'accordo con la Popolare di Vicenza, poi a quanto pare fonte (ma non unica) di tanti guai per l'istituto aretino e centinaia di risparmiatori.

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