Lunedi, 19 Novembre, 2018

Via libera alla Web tax che porterà 114 milioni di entrate

Remo Casilli  Reuters Remo Casilli Reuters
Esposti Saturniano | 27 Novembre, 2017, 22:36

La Commissione Bilancio del Senato ha dato il suo via libera alla famosa quanto discussa web tax. Secondo una analisi della Ragioneria di Stato, si stima a 3,8 miliardi di euro il valore dei ricavi del mercato digitale italiano, il cui 6% restituisce 228 milioni di euro, al netto del credito di imposta, le entrate stimate per l'erario saranno di circa 114 milioni di euro ogni anno.

Dopo tanto tempo, alla fine, ce la si è fatta: la web tax è prossima all'introduzione definitiva. E quindi non possono essere paragonati a Google le imprese agricole, i soggetti che hanno aderito al regime forfettario e i cosiddetti "minimi", sono infatti queste le categorie escluse a priori dall'obbligo di pagare l'imposta.

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l'emendamento alla legge di bilancio con il quale si introducono ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza derivata dalla diffusione del batterio Xylella fastidiosa.

La web tax del 6% da applicare alle prestazioni di servizi effettuate con mezzi elettronici entrerà in vigore dal primo gennaio 2019 e non più, come previsto in un primo momento, dal primo luglio 2018. La nuova base imponibile comprenderà infatti tutti i tipi di attività non solo business to business ma anche il business to consumer. L'emendamento Mucchetti non piace a tutti, neanche nel Pd La norma così come è stata scritta non piace a tutti i parlamentari del Pd a partire da Francesco Boccia, fautore della web tax dal 2013 quando la Commissione Bilancio della Camera, da lui presieduta, l'approvò, per poi essere bocciata da Matteo Renzi, da poco segretario del Partito Democratico.

La palla ora passa al Ministero dell'Economia, che entro e non oltre il 30 Aprile 2018 dovrà emanare un decreto per individuare i servizi da sottoporre all'imposta.

Per non penalizzare le imprese italiane e quelle residenti in Italia entra in gioco il credito d'imposta pari all'imposta digitale versata sulle transazioni digitali.

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