Lunedi, 22 Luglio, 2019

Violenza su studentesse americane, oggi l'interrogatorio alle ragazze in 'modalità protetta'

Violenze studentesse Usa sentite per 12 ore a Firenze Carabiniere palermitano accusato di stupro, via all'incidente probatorio con ragazze americane
Evangelisti Maggiorino | 23 Novembre, 2017, 12:41

E poi ci sono le immagini registrate dalle sette telecamere della discoteca Flo' che riprendono le vittime mentre sono al bar e si avvicinano ai due indagati per parlare.

E' stata una giornata pesante nell'aula bunker a ricordare la notte di violenza.

Le hanno ascoltate per dodici ore, fino a notte, con una raffica di domande che avevano presentato gli avvocati della difesa.

Stupro Firenze news. Si è svolto ieri, nell'aula bunker fiorentina l'incidente probatorio relativo al caso di stupro ai danni delle due americane, di 19 e 20 anni avvenuto nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 settembre. Assenti i due militari, rappresentati dai loro legali (gli avvocati Cristina Menichetti e Andrea Gallori), in aula erano presenti i legali delle due studentesse, già rientrate da tempo negli Usa, gli avvocati Gabriele Zanobini e Francesca D'Alessandro.

Sono state sentite le due ragazze dal Gip Mario Profeta in lunghe deposizioni durate rispettivamente circa 7 ore la prima e cinque ore e mezzo la seconda. La dichiarazione, dopo l'incidente probatorio in cui sono state acquisite le testimonianze delle vittime.

LA DIFESA - Commentando l'esito, l'avvocato Giorgio Carta, che difende il carabiniere scelto Pietro Costa, indagato insieme all'appuntato Mario Camuffo, ha detto di aver apprezzato il modo in cui il giudice Profeta ha gestito gli interrogatori. Risposte dovrebbero arrivare anche dalla comparazione, se sarà dato il consenso, con il dna dei due militari, e sui tamponi fatti dai medici dell'ospedale alle due ragazze. Il legale ha ribadito la linea difensiva, secondo la quale i rapporti sessuali furono consenzienti. Le affermazioni sono proseguite sempre con Carta; lo stesso ha dichiarato che il suo assistito sia "sconvolto" e che verrà fatto "il possibile per accertare la verità". Tali domande non sono state accolte dal giudice. Ma ci sono alcuni particolari, emersi durante le indagini, e sui quali i legali hanno molto insistito, come le rubriche dei telefonini: le studentesse e i due indagati si erano scambiati i numeri di telefono, ergo le giovani glieli hanno dati di loro spontanea volontà. Tra queste anche la domanda se due studentesse quella sera indossassero gli slip.

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