Venerdì, 22 Giugno, 2018

Il Comune non "gonfia" la Tari

Marco Papiani Marco Papiani
Esposti Saturniano | 22 Novembre, 2017, 17:57

Ieri il Ministero dell'Economia ha inviato una circolare in cui conferma che Milano e qualche centinaio di comuni hanno sbagliato a moltiplicare la quota variabile anche ai garage/box. "Qualcuno ha anche presentato richiesta di rimborso". Andiamo a scoprire nel dettaglio come ottenere il rimborso.

La circolare definisce quindi che, con riferimento alle pertinenze dell'abitazione, appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica. "Per le utenze domestiche, essa si compone di una parte fissa calcolata in base ai metri quadri dell'immobile e di una parte variabile calcolata in base al numero degli occupanti (corrispondente ad un quantitativo di rifiuti calcolato in base alla procedura contenuta nel punto 4.2, all.1, del D.P.R.158/1999)".

Il chiarimento si è reso necessario a seguito del calcolo che alcuni Comuni hanno adottato, in base al quale la parte variabile della tassa è stata moltiplicata per il numero delle pertinenze.

Verifiche che hanno dato esito positivo poiché la norma è stata correttamente applicata e più precisamente la quota variabile, ovvero l'errore in cui sono incappate diverse amministrazioni comunali, è stata calcolata correttamente solo sull'abitazione principale e non sulle pertinenze. Allo stesso modo, non dovranno rimborsare nulla i Comuni che provano a misurare la quantità di rifiuti prodotta da ciascun nucleo familiare.

Qualora il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile della tassa sui rifiuti effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio può chiedere il rimborso del relativo importo in ordine alle annualità a partire dal 2014, anno in cui la TARI è entrata in vigore. "Le tariffe applicate nel Comune di - ha aggiunto - sono regolarmente pubblicate sul sito istituzionale e possono essere riscontrate con le bollette già in possesso dei contribuenti, oltre che con quelle in corso di recapito per il saldo 2017".

In pratica, non sono i Comuni che avvisano i contribuenti che hanno pagato di più ma sono questi ultimi che devono controllare se hanno pagato troppo.

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