Domenica, 16 Giugno, 2019

Alleanze, Di Maio: "Mai con un singolo partito"

Il candidato premier del Movimento 5 stelle a Washington Il candidato premier del Movimento 5 stelle a Washington
Evangelisti Maggiorino | 18 Novembre, 2017, 02:52

Di Maio, infatti, ha lanciato una proposta che si avvicina alla riforma fiscale di Trump: "Penso a una manovra shock per abbassare le imposte sulle imprese attingendo anche a risorse in deficit". Martedì Di Maio ha incontrato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato nella Santa Sede che si trovava nella capitale Usa per le celebrazioni del centenario della conferenza episcopale americana. Ai suoi sostenitori spiega di essere soddisfatto del suo viaggio, dato che ha raccontato cos'è il M5s a chi ha "la voglia di conoscerci da vicino" (Gli USA, ndr.) "ed io sono stato ben contento, e anche orgoglioso, di presentare loro un'immagine davvero autentica del Movimento". "Non ci interessa nemmeno uscire dall'Europa, ma riteniamo sacrosanto mettere in discussione i trattati economici che fino ad oggi ci hanno impedito di fare investimenti a deficit, perché questa è l'unica strada per sviluppare il nostro progetto di innovazione tecnologica e tornare a crescere". "Il debito pubblico macina record su record", ha osservato Di Maio "noi diciamo che per riuscire a invertire la tendenza serve fare deficit per ripagare il debito con investimenti produttivi".

E poi il majority whip della Camera dei rappresentanti Steve Scalise. "Mi auguro - ha aggiunto - che nei prossimi mesi si possano avere altri incontri col dipartimento di stato dopo quello molto proficuo di ieri, soprattutto per chiarire tutte le nostre linee di politica estera e avere la possibilità di confrontarci sui punti in cui possiamo avere delle perplessità. Ho spiegato che è diverso dalla Sicilia, a livello nazionale Berlusconi non potrà trarre vantaggio dai signori delle preferenze". Ma, avverte Di Maio, per le convergenze in Parlamento "non ci sono scambi di poltrone in vista, sentiranno la responsabilità di dare un governo a questo Paese. Più voti prenderemo noi, meno ne prenderanno loro e se saremo la prima forza politica del Paese chiederemo l'incarico di governo al presidente della Repubblica". E sulle alleanze internazionali aggiunge: "Il nostro programma non ha mai messo in discussione la Nato e l'alleanza con gli Stati Uniti. E ripeto: siamo interlocutori storici della Russia, non crediamo che le sanzioni siano uno strumento efficace, ma lo storytelling che ci dipinge come filorussi è falso".

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