Venerdì, 24 Novembre, 2017

Anonymous s'impossessa dei dati di alcune istituzioni italiane

Anonymous 'buca' governo e ministeri ''Abbiamo i vostri dati personali Anonymous buca i server di Palazzo Chigi e Ministeri: «La rivoluzione passa anche da qui»
Evangelisti Maggiorino | 15 Novembre, 2017, 12:26

Centinaia di file che, secondo quanto annunciato dagli hacker, sono stati sottratti a corpi dello Stato e istituzioni, sia nazionali che europee.

I documenti pubblicati dagli hacker, però, fanno chiaramente riferimento a fatti recenti - in uno scambio di battute i funzionari di palazzo Chigi e le autorità di sicurezza parlano dell'organizzazione dei sopralluoghi a Bologna per la visita del premier Paolo Gentiloni - e non elementi passati come spesso accade quando hacker pubblicano questo tipo di documenti.

"Cittadini, siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al ministero dell'Interno, al ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo" si legge nell'annuncio, in cui il gruppo sostiene di essere in possesso di dati riservati e molto personali come patenti di guida, carte d'identità, dichiarazioni di redditi, numeri di telefono, ordini di servizi, note e contratti su attività militari e di poliziotti, curriculum e buste paga. Il fascicolo è coordinato dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte, lo stesso magistrato che ha scovato il presunto accesso abusivo ai sistemi informatici istituzionali da parte dell'ingegnere Giulio Occhionero. Possediamo anche fotocopie dei vostri documenti personali, di quelli dei vostri parenti ed amici, contratti di lavoro, contratti d'affitto, buste paga e molto altro.

Anonymous: presi documenti sul presidente del Consiglio Gentiloni I documenti sono stati trafugati da attivisti di Anonymous e pubblicati sul web.

Soltanto nella giornata di ieri, gli acari si sono limitati a pubblicare sul loro blog quello che hanno chiamato un assaggio del materiale in loro possesso e che pare provenga da una casella email di un funzionario della Polizia di Stato.

Lo scopo è mettere in luce lo scarso livello di sicurezza informatica delle istituzioni italiane, i cui server sono apparentemente facili da violare.

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