Sabato, 25 Novembre, 2017

Presidente Coni: Fossi Tavecchio mi dimetterei. Renzi e Lotti pro-rinnovamento

Italia-Svezia, Tavecchio non molla: Disastro Italia, ma per ora nessuno si dimette. Lotti: “Ventura e Tavecchio, decidano loro”
Cacciopini Corbiniano | 14 Novembre, 2017, 15:52

La finestra era più stretta allora di adesso che ci sono più possibilità. Renzi replica e lo attacca sul fronte del confronto politico, "chi conosce il calcio sa che gli argomenti di Salvini sono ridicoli", ma non nasconde che quella di ieri è una "sberla enorme", e sottolinea come "la serata di ieri per alcuni aspetti purtroppo "storica" imponga a tutto il movimento calcistico una riflessione, in primis al presidente Tavecchio e al ct Ventura". Oggi, con una squadra che, nemmeno si è qualificata a Russia 2018, sia l'attuale selezionatore Ventura che il numero 1 della Figc Tavecchio hanno deciso di prendere tempo per decidere il loro futuro.

"Siamo tutti quanti molto delusi e amareggiati". E coglie l'occasione per bacchettare i club: "Se negli anni di vacche grasse, con il vento in poppa, qualche presidente avesse avuto attenzione, lungimiranza, se avessi avuto la logica di risparmiare un ingaggio importante, probabilmente oggi avrebbero tutti uno stadio di proprietà". Ad oggi - continua - questi tre fatti non ci sono.

"Mi scuso con gli italiani, ma non mi sono dimesso: dovremo fare molte valutazioni". Il presidente del Coni può commissariare una federazione solo se non funziona la giustizia sportiva, i campionati o per gravi irregolarità amministrative. "Mi sembra che su Ventura gli elementi sono acclarati". La sfera delle competenze e delle responsabilità oggettive, per Malagò però è sotto gli occhi di tutti. Se è vero che il contratto sarebbe stato rinnovato solo nel momento in cui l'Italia si fosse qualificata per i Mondiali, di cosa stiamo parlando? "Ma soprattutto veniamo da tutto un periodo senza grandi risultati". "Nel calcio femminile sta aumentando l'interesse ma siamo ancora lontani".

Malagò si dice deluso e amareggiato per il risultato di ieri sera, "una giornata triste dal punto di vista sportivo". Un tifo strepitoso, quando all'82' si sono messi a cantare l'inno d'Italia tutti in piedi. Una situazione che ha fatto inevitabilmente discutere anche a livello istituzionale. Che si dimetta ora o tra venti giorni, cambia poco.

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