Sabato, 25 Novembre, 2017

Ventura, Tavecchio e la Nazionale, specchio dell'italico vittimismo

Svezia- Italia Svezia – Italia
Cacciopini Corbiniano | 14 Novembre, 2017, 12:20

Il numero uno del calcio italiano, Tavecchio, e tutto il gruppo di vertice della FIGC dopo l'eliminazione nel playoff di Russia 2018, ha deciso di prendersi 48 ore di riflessione. L'amarezza per il verdetto finale arrivato ieri dopo lo 0-0 con la Svezia e' enorme. "Se non ci qualifichiamo sarà l'apocalisse" aveva detto Tavecchio. Perché oggi l'Italia si ritrova incredibilmente senza Mondiale, con il popolo azzurro umiliato e a testa bassa. L'allenatore quando uno ottiene il risultato, meritato o immeritato, conta poco.

La riunione in casa Figc si terrà mercoledì a Roma. Invece temiamo che da adesso in avanti la maggior parte del tempo si consumerà dentro a sotterranee guerre di Palazzo alla conquista e alla conservazione del Potere.

Un paio di giornalisti in sala gli chiedono se intenda rassegnare le dimissioni ma il ct nega la possibilità, almeno per il momento: "Non mi sono dimesso, non ho nemmeno parlato con Tavecchio". E, come sempre, ci rimetterà quasi certamente il calcio italiano. E allora la serenità olimpica della sera prima non funziona più, perché appare chiara un'altra cosa, speculare ma più inquietante: non è la Nazionale che si identifica nel Paese, è il contrario, a cominciare dai dirigenti, per continuare con l'allentatore (non è un refuso), i giocatori, per finire con quelli che portano i borsoni. D'altronde se già si è faticato durante le qualificazioni, chissà quanta sofferenza ci sarebbe stata durante la competizione della prossima estate...e fenomeni non si diviene tutto ad un tratto.

L'impressione su Ventura è che voglia discutere una buonuscita sul contratto rinnovato in estate fino al 2020 (in molti fra gli addetti ai lavoro avevano ipotizzato l'esistenza di una clausola rescissoria in caso di mancata qualificazione al Mondiale, mai però confermata). Basterebbe smetterla di lasciarli soli.

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