Venerdì, 24 Novembre, 2017

Terrorismo, espulsa una egiziana a Milano: "Vicina all'Isis, stava organizzando un attentato"

Una ragazza egiziana di 22 anni espulsa da Milano: “In contatto con l'Isis e pronta ad azione suicida” Ragazza pronta a farsi esplodere a Milano: espulsa d'urgenza dall'Italia
Evangelisti Maggiorino | 13 Novembre, 2017, 20:47

Una ragazza di 22 anni egiziana è stata espulsa da Milano. La donna è stata identificata in Fahmy Fatma Ashraf Shawky nata il 3 giugno 1995 Giza (Egitto), residente nel quartiere Gratosoglio insieme ai genitori e a tre fratelli minori. È stato accertato che la donna, che in rete era nota come Umm-Jlaybib, era in contatto con un membro dell'Isis, al quale aveva formulato la richiesta di facilitare ed organizzare il viaggio nelle terre di conflitto attraverso la Turchia e che, a seguito delle varie difficoltà riscontrate nell'approntare il viaggio, aveva abbandonato l'intenzione di recarsi in Siria, maturando l'idea - spiega ancora la questura - di commettere un'azione suicida nel territorio nazionale.

Gli investigatori della Digos hanno quindi stretto il cerchio ottenendo l'autorizzazione alle intercettazioni e hanno compreso che Fatma spendeva tutto o quasi il suo tempo navigando in internet, limitando al massimo i rapporti perfino con i suoi familiari e con contatti unicamente con una sua vicina di casa. La giovane donna si trovava in Italia dal 2013, solo ultimamente però aveva intrapreso un percorso di radicalizzazione, iniziato con l'indossare il niqab, il velo integrale islamico. L'analisi delle conversazioni sul suo tablet, soprattutto in chat su Telegram, hanno confermato le ipotesi investigative della polizia. Lei ha subito ammesso di avere avuto effettivamente l'intenzione di recarsi in Siria e, dopo un lungo mutismo, anche di aver avuto contatti (via internet) con esponenti dell'Isis. Sono state numerose le chat relative all'organizzazione del suo viaggio verso la Siria, via Turchia, con l'invio, svariate volte, di foto tessera e copie dei propri documenti di identità per ottenere falsi documenti necessari a consentirle di raggiungere i territori allora occupati dal Califfato. Il provvedimento del Questore di Milano ha eseguito il decreto emesso dal ministro dell'Interno.

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