Martedì, 12 Dicembre, 2017

Genova, occupata l'Ilva. Sindacati divisi

Ilva, scatta l'occupazione della fabbrica Ilva, lavoratori occupano stabilimento di Genova-Cornigliano
Esposti Saturniano | 07 Novembre, 2017, 12:54

La Fiom questa regola basilare l'ha dimenticata da tempo e pensa di poter dettare la propria linea alle spese di tutti i lavoratori.

"Sappiamo che mercoledì pomeriggio - prosegue - ci sarà un incontro tra Toti, Bucci e Signorini con il ministro Calenda, alla luce di ciò, sarebbe bello conversare con il presidente della Regione prima che scenda all'incontro".

"Andremo avanti finché non arriverà la convocazione di un tavolo su Genova con tutti i firmatari, compresi i sindacati".

"La Fiom-Cgil genovese con un atto incomprensibile ha deciso oggi di occupare il sito Ilva di Cornigliano". Invitiamo quella organizzazione sindacale a meditare attentamente sulle conseguenze di questa azione e sulla 'concreta' partecipazione dei lavoratori genovesi rispetto a questa grave iniziativa. "Proprio mentre si apre il confronto, reparto per reparto, del piano industriale proposto dall'investitore una simile iniziativa rischia di mettere a repentaglio la trattativa per tutta l'Ilva", scrive il ministero che in una nota ricorda di essere intervenuto con "molta determinazione per consentire la ripresa del confronto tra azienda e sindacati su basi più favorevoli per i lavoratori sia per gli aspetti occupazionali che di reddito per tutti i lavoratori".

Le segreterie locali di Fim e Uilm si sono invece dette contrarie all'occupazione dello stabilimento ed al blocco della produzione ed hanno attaccato duramente la Fiom.

"Circa 570 presenti al lavoro hanno partecipato all'assemblea solo 200 lavoratori e 350 sono rimasti al posto di lavoro - hanno scritto in serata Fim e Uilm in un comunicato congiunto - Tutti i restanti dipendenti non presenti al lavoro (250) sono lavoratori in cassa integrazione". Contro la scelta della Fiom si è schierata anche la Fim: "In democrazia la maggioranza decide e la minoranza si adegua. Cosa che vogliamo continuare a fare (insieme alla Fiom nazionale) a partire dal negoziato che apriremo con Mittal il 9 novembre quando discuteremo del Piano industriale". "Invece di rivendicare tavoli alternativi che non esistono e isolarsi, la Fiom dovrebbe partecipare laddove si discute dei destini dei lavoratori della siderurgia e quindi anche del sito di Genova".

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