Giovedi, 22 Febbraio, 2018

Madonna e Bono tra i nomi coinvolti nell'inchiesta Paradise Papers

I fondi della regina Elisabetta alle Cayman 7,5 milioni di dollari non dichiarati nei bilanci La Regina Elisabetta II
Evangelisti Maggiorino | 06 Novembre, 2017, 00:21

Sono solo alcuni dei nomi emersi dai Paradise Papers, tredici milioni di documenti riservati che hanno svelato investimenti in paradisi off-shore di migliaia di imprenditori di tutto il mondo, tra cui 120 politici.

Tra gli investimenti ai Caraibi ci sarebbero anche milioni di sterline di profitti generati da proprietà private della regina Elisabetta, che risulta aver investito ingenti somme nel paradiso fiscale della Cayman attraverso il Ducato di Lancaster. La rivelazione è riportata dal Guardian. Per quel che riguarda i profitti generati da proprietà reali britanniche, ad aggravare la situazione c'è il fatto che, sebbene probabilmente in modo legale, questo denaro della Regina Elisabetta sarebbe stato investito negli ultimi 12 anni - dopo il passaggio offshore - anche in catene commerciali come Threshers e BrightHouse: criticate da tempo per il presunto sfruttamento di lavoratori, famiglie povere e persone vulnerabili. Oltre a loro il co-fondatore della Microsoft Paul Allen, il finanziere George Soros, e una lunga lista di nomi di potenti di ogni latitudine. Coinvolto nello scandalo anche Lord Ashcroft, businessman ed ex dirigente del Partito Conservatore britannico, che avrebbe a sua volta nascosto una fortuna pari a 450 milioni su conti offshore. La regina di Giordania.

Tra loro c'è per esempio quello di Stephen Bronfman, il responsabile della raccolta fondi del premier canadese Justin Trudeau, che ha puntato la propria campagna elettorale proprio sull'evasione fiscale. Lo scrive L'Espresso nelnuovo filone che a un anno dai Panama Papers si chiama Paradise Papers. Compresa la Regina d'Inghilterra, Elisabetta II, che compare con pop star del calibro di Bono e Madonna, tra le personalità eccellenti citate dalle rivelazioni shock contenute nelle nuove carte dei Panama Papers, per l'occasione ribattezzati 'Paradise Papers'. Tra i politici Usa spicca Wilbur Ross, attuale segretario al Commercio del presidente americano Donald Trump, mentre tra i democratici emerge Wesley Clark, generale dell'esercito Usa, già in corsa per le elezioni presidenziali del 2004.

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