Sabato, 24 Agosto, 2019

"Borg McEnroe" vince alla Festa del Cinema di Roma 2017

INTERVISTE TENNIS

Adriano Panatta INTERVISTE TENNIS Adriano Panatta"Noi in discoteca durante i tornei? Le balle di McEnroe.. 2 Nov 2017- Letture 868 by Luigi Gatto
Deangelis Cassiopea | 05 Novembre, 2017, 05:22

Ad elevare il progetto di Metz da scomodi paragoni con titolo altisonanti più recenti come il Rush di Ron Howard ci pensano il variegato cast internazionale, capitanato dagli accattivanti ritratti di Bjorn Borg e John McEnroe portati sul grande schermo da Sverrir Gudnason e Shia LaBoeuf, entrambi anima e corpo di una rivalità giocata sulla sottile linea di demarcazione tra l'istintualità e la sregolatezza britannica di McEnroe e la composta e ferree disciplina dello svedese Borg, yin e yang di una chimica imprescindibile che eleva la pellicola sportiva di Metz dall'inevitabile scolasticità e manierismo del genere.

Dal film si scopre che Borg da ragazzo era rissoso e indisciplinato come il suo rivale, ed è poi diventato metodico, controllato, freddo per raggiungere il suo obiettivo di diventare un campione, mentre McEnroe doveva continuamente sfidare se stesso per essere all'altezza delle aspettative del padre, senza mai riuscire a mascherare la sua rabbia. Mostra cosa si cela dietro il peso del successo, dietro il desiderio di vincere, e quanto il gentlaman svedese il ribelle americano, fossero le due facce di una stessa medaglia. La leggendaria finale di Wimbledon del 1980 è il punto di partenza e di approdo del film, che attraverso flashback e ricostruzioni traccia le personalità dei due campioni.

Da una parte l'algido Bjorn Borg, dall'altra l'irascibile John McEnroe. Il paragone con Rush di Ron Howard è lampante, ma laddove questo esaminava in particolare l'accesa competizione tra i due piloti, Borg McEnroe lavora piuttosto sulla titanica battaglia di due uomini contro i propri demoni interiori e le proprie fragilità. Due comportamenti, due caratteri opposti messi uno di fronte all'altro. Il primo desideroso di confermarsi re incontrastato del tennis, il secondo determinato a spodestarlo. Due modi diversi di essere uomini.

Sin dalla prima scena di Borg McEnroe il regista Pedersen dichiara che stiamo assistendo a qualcosa che non sarà un mero film sportivo.

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