Martedì, 12 Novembre, 2019

Roma, Perotti: "3 a 0 al Chelsea? Non me l'aspettavo"

Roma Perotti elogia Di Francesco Perotti suona la carica: “A novembre mi gioco il Mondiale, sto benissimo”
Cacciopini Corbiniano | 04 Novembre, 2017, 15:23

E' un'altra atmosfera, un campionato a sé: alla fine è un percorso corto e quando si sbaglia si paga, però ci si possono togliere tante soddisfazioni e questo è quello che noi dobbiamo provare a fare.

FLORENZI E DE ROSSI - "Alessandro è un grande giocatore, con grande senso di appartenenza".

Eusebio Di Francesco è concentrato sulla Fiorentina per dare continuità all'ottimo lavoro fatto con il Chelsea all'Olimpico: "L'entusiasmo si è trasformato in grande consapevolezza, ma non dobbiamo abbassare la tensione, essere presuntosi o sentirci bravini". E' un gran segnale che la squadra segni e vinca anche quando non segna lui ma sono felice per come si mette a disposizione degli altri. "Le caratteristiche tecniche non sono simili a Zanetti, mentre quelle caratteriali lo sono". "Vogliamo arrivare il più lontano possibile, ma adesso pensiamo a una partita per volta".

Te l'aspettavi il 3-0 contro il Chelsea? La squadra col Napoli è stata importante, ha fatto capire che anche con le grandi squadre è importante andare nella metà campo avversaria, cosa successa anche con il Chelsea. "Sì ci sono stato vicino, ma è una storia passata".

"Quando l'ho messo a destra con l'Inter non poteva giocare, dopo il Chelsea può farlo alla grande".

Diego Perotti si è soffermato ai microfoni di SkySport, sottolineando l'equilibrio in vetta nel campionato di Serie A. L'esterno sottolinea anche le differenze rispetto alla gestione Spalletti. Significa che sta crescendo, ma può fare ancora meglio.

Buona parte dei meriti sono del tecnico Di Francesco: "Avevamo una maniera di lavorare diversa prima, piano piano tutti abbiamo capito cosa chiedeva, il suo modo di lavorare, di pressare, il suo gioco".

Sullo scudetto: "Monchi dice che dobbiamo credere allo scudetto? Emerson sarà per la prima volta tra i convocati, si è ripreso".

"Sì, anche se fanno i furbi pure all'estero ma ci sono le autorità competenti a doversene occupare". Fosse per me, dovendo dare dei numeri, gli darei la maglia numero dieci. Ogni allenatore è giusto che abbia una sua visione, per me Radja è una mezz'ala.

Perché i due esterni offensivi della Roma, il Chelsea lo hanno letteralmente fatto a pezzi, due gol l'azzurro, un altro l'argentino che proprio da poche settimane ha riscoperto l'effetto che fa essere convocato per la nazionale che come capitano ha Leo Messi. "Sono contento che sia tornato in nazionale, ma la mia testa è alla Fiorentina".

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