Sabato, 25 Novembre, 2017

New York, Saipov era stato licenziato perché aggressivo

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Esposti Saturniano | 03 Novembre, 2017, 05:05

Saipov è arrivato negli Stati Uniti sette anni fa, trasferendosi inizialmente in Ohio.

Sayfullo Saipov, il 29enne uzbeko accusato dell'attacco di Manhattan, aveva già messo in allarme i suoi compatrioti e correligionari per l'atteggiamento aggressivo ed estremista. Lo riportano i media americani, secondo i quali Saipov avrebbe anche detto che voleva mettere la bandiera dell'Isis sul furgoncino noleggiato, ma ha deciso di no per non destare l'attenzione. L'Fbi, come aveva detto in mattinata, sostiene che Saipov abbia seguito alla lettera le istruzioni diffuse dall'Isis sui social media e sul web su come condurre attacchi: "E' stato ispirato dai video dell'Isis che ha guardato sul suo cellurare", recita il documento in cui si cita il ruolo cruciale avuto da un video di Abu Bakr al-Baghdadi, il leader dell'organizzazione terroristica. Nell'elencare i due capi di imputazione durante una conferenza, Joon H. Kim, della procura di New York, ha voluto "ringraziare le forze dell'ordine per aver risposto all'attacco nella maniera in cui i newyorkesi sanno fare".

Il procuratore del distretto meridionale di New York Joon Kim ha spiegato che Saipov ha pianificato l'attentato per due mesi e aveva in precedenza preso a noleggio un mezzo per provare la strada per arrivare al suo obiettivo.

Saipov, colpito dagli agenti di Polizia, non è morto ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico.

Si conoscevano da una vita, partiti alla volta di New York dall'aeroporto di Islas Malvinas, sfondo dell'ultimo scatto felice insieme.

C'è un'altra persona ricercata per essere interrogata nelle indagini sull'attacco di Ognissanti a New York. Una tale mossa non sembra possibile visto che il cittadino uzbeco arrivato legalmente in Usa nel 2010 è residente permanente (ossia dotato di Green Card). La polizia ha indagato l'uomo per terrorismo. È' lì che ha iniziato a lavorare come autista di Uber, dove era entrato dopo aver superato tutti i controlli. Negli ultimi tempi il giovane era cambiato. "Ha chiuso i contatti con noi" dopo una discussione per motivi religiosi, racconta un altro conoscente della comunità uzbeka dell'Ohio. Poi "si è chiuso in se stesso, sembrava depresso".

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