Martedì, 16 Luglio, 2019

Intercettazioni, stretta del governo sugli abusi

Andrea Orlando Andrea Orlando
Evangelisti Maggiorino | 02 Novembre, 2017, 22:36

Il testo sarà ora all'esame delle commissioni Giustizia del Parlamento per i pareri e poi tornerà al vaglio del Consiglio dei ministri. Sulle intercettazioni "è evidente che ci sono stati degli abusi", ha aggiunto il premier, e ciò richiede "una disciplina più stringente senza ledere il diritto di cronaca e senza ridurre l'utilità di questo strumento, ma fissando dei meccanismi che rendano sempre più difficile gli abusi" quando si tratta di "questioni irrilevanti" o quando si viola "la riservatezza di persone non coinvolte". Il decreto legislativo sulle intercettazioni è un "punto di equilibrio", una soluzione "giusta ed equilibrata", ha spiegato Gentiloni.

Il decreto introduce dei vincoli alla trascrizioni delle conversazioni nelle richieste dei pm e nelle ordinanze dei giudici.

Viene istituito presso l'ufficio del Pubblico ministero un archivio riservato alle intercettazioni. Quando ci sarà bisogno di un richiamo alle intercettazioni, esse verranno inserite per riassunto, in cui verrà citata la parte essenziale.

Il testo discplina inoltre l'uso del captatore informatico: il virus Trojan potrà essere installato in smartphone e tablet solo se si procede per i delitti di criminalità organizzata o terrorismo. E neppure avremmo assistito alle tensioni contro l'ex consigliere giuridico dell'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Loris D'Ambrosio, morto d'infarto poco tempo dopo che era stata diffusa la telefonata dell'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino che lamentava l'accanimento nei suoi confronti dei magistrati di Palermo che indagano sulla Trattativa Stato-Mafia.

È la "selezione" di quelle "non penalmente rilevanti", il 'cuore' della riforma delle intercettazioni che oggi ha avuto il primo via libera dal Consiglio dei ministri. Infine, vengono semplificate le procedure per l'ascolto di conversazioni nel caso di gravi reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione: dovranno esserci gravi indizi di reato e le Intercettazioni devono essere necessarie per procedere nelle indagini. Si tenta così di dare una risposta al problema della cosiddetta "gogna mediatica" che ciclicamente alimenta polemiche.

La nuova legge sulle intercettazioni prevede fino a 4 anni di carcere per "chiunque, al fine di recare danno all'altrui reputazione o immagine, diffonde con qualsiasi mezzo riprese audio o video, compiute fraudolentemente, di incontri privati o registrazioni, pur esse fraudolente, di conversazioni, anche telefoniche o telematiche, svolte riservatamente in sua presenza o alle quali comunque partecipa". "Non si è compreso che questo strumento tecnico serve a mettere al passo coi tempi le capacità investigative".

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