Venerdì, 24 Novembre, 2017

Responsabilità sociale: gommose Haribo sotto accusa per schiavitù della manodopera

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Esposti Saturniano | 30 Ottobre, 2017, 14:37

Per soli 12 dollari al giorno gli operai brasiliani sono costretti a svolgere il proprio lavoro senza indossare guanti o indumenti protettivi, dormono all'interno dei camion senza poter usufruire dei bagni e soprattutto senza aver accesso all'acqua potabile. Invece, dietro alla produzione dei famosi orsetti gommosi - simbolo del noto marchio di dolciumi - c'è un vero e proprio mondo sommerso, svelato da un documentario di 44 minuti prodotto e mandato in onda dalla tv pubblica tedesca Ard. La società con sede a Bonn ha aperto un'indagine interna sulla questione.

Secondo i produttori del documentario, Haribo estrae la cera di carnauba, ingrediente fondamentale per rendere lucide le caramelle, dalle foglie di palme che crescono solo negli stati nordorientali del Brasile come Piaui, Ceara, Maranhao, Bahia e Rio Grande do Norte, tra le regioni più povere del Paese. Condizioni scandalose che hanno suscitato scalpore e messo l'azienda sotto accusa per schiavitù della manodopera.

I realizzatori del documentario accusano la Haribo di estrarre la cera di carnauba, uno degli ingredienti usati per realizzare le sue caramelle, da piantagioni dove i lavoratori guadagnano 40 real al giorno, l'equivalente di circa 10 euro.

In un comunicato di risposta, l'azienda di dolci ha detto di non essere a conoscenza di alcuna violazione e che sta effettuando dei controlli per indagare a fondo nella faccenda: "Siamo un'azienda che vuole portare gioia a bambini e adulti - scrivono nella dichiarazione - Non possiamo accettare il mancato rispetto degli standard sociali ed etici". Haribo, infatti, la acquista da Gelita, azienda che a sua volta si appoggia a diversi allevamenti di suini della Germania settentrionale.

Un funzionario brasiliano del ministero del Lavoro ha rivelato che negli ultimi tempi ci sono molte lamentele sull'industria della cera carnauba: la preoccupazione è che potrebbero esserci persone impiegate in questo campo "in condizioni di schiavitù", "trattate peggio degli animali". Il documentario, infatti, ha mostrato le immagini delle condizioni inaccettabili in cui vivono gli operai delle piantagioni in Brasile. La gelatina si ottiene utilizzando le parti di scarto del maiale, come la cotenna, zampe, testa, coda, lingua ed orecchie.

"Haribo è la bontà che si gusta a ogni età" recita il jingle pubblicitario dell'azienda, cantato dalla voce innocente di un bambino.

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