Giovedi, 18 Luglio, 2019

Caso Anna Frank, Lazio: ecco cosa rischia la società biancoceleste

Il presidente della Lazio Claudio Lotito Il presidente della Lazio Claudio Lotito
Cacciopini Corbiniano | 28 Ottobre, 2017, 03:37

Ma non da cimici o sofisticati apparecchi elettronici ma dai passeggeri dell'aereo che Lunedì sera compiva il suo tragitto da Milano a Roma.

Sale a 16, ma è destinato a crescere, il numero degli ultrà della Lazio finiti nel mirino di Digos, Polizia Scientifica e Commissariato Prati per gli adesivi razzisti raffiguranti Anna Frank con la maglia della Roma sui vetri divisori degli spalti della curva sud dell'Olimpico. Un gesto di grave antisemitismo che riporta lo sport del calcio a dover fare i conti con etica e morale sportive spesso ignorate, almeno da alcuni tifosi. Ci siamo rivolti alla comunità che ci ha detto che era impegnata per impegni pregressi - ha spiegato poi Lotito motivando l'assenza dei vertici della comunità ebraica durante la deposizione di due corone di fiori portate dalla delegazione biancoceleste - Il nostro gesto non voleva assolutamente manifestare alcun intento di giustificazione, né di purificazione perché non dobbiamo lavare nulla. "Tu hai capito come stamo?". Dalla visita in sinagoga senza rappresentanti della Comunità Ebraica, passando per il biglietto affisso sulla corona scritto con calligrafia da scuola elementare ed errori grammaticali, all'annuncio frettoloso di "200 tifosi spediti ad Auschwitz", fino al gran finale con l'audio pieno di insulti, il presidente biancoceleste è riuscito a farsi odiare dagli ebrei romani più di quanto non siano riusciti a fare i tifosi laziali con gli adesivi di Anna Frank.

"Un ragazzino di 13 anni non ha consapevolezza del gesto che fa e se lo fa consapevolmente, allora lo fa per danneggiare me". Lotito ha posto davanti il tempio ebraico una corona di fiori in memoria delle vittime della shoah. "Tifoso significa appassionato, ma il tifo dev'essere esercitato in modo corretto". Sui riconoscimenti è intervenuto anche Lotito, che al programma di Rai3 "Agorà" ha detto: "Sono ragazzini che con gesti fuori dalle regole cercano di dire 'io esisto'; una persona razionale una cosa del genere non lo farebbe". Lotito si dice poi favorevole "al daspo a vita e nel momento in cui ci sarà data la possibilità di farlo, ci costituiremo parte civile, come abbiamo sempre fatto". La procura di Roma ha fatto sapere che verrà aperta un'indagine in merito all'accaduto.

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