Venerdì, 19 Luglio, 2019

Rosatellum, la lettera di Verdini: "Noi di Ala abbiamo salvato il Paese"

Denis Verdini con i senatori di Ala in aula al Senato durante il voto degli articoli sulla fiducia posta dal governo sulla legge elettorale Denis Verdini con i senatori di Ala in aula al Senato durante il voto degli articoli sulla fiducia posta dal governo sulla legge elettorale
Evangelisti Maggiorino | 27 Ottobre, 2017, 13:45

In Aula è arrivata la replica del presidente del Senato, Pietro Grasso: "Già fatto, la presidenza della Repubblica è stata già informata, la presidenza del Senato non c'entra niente, la presidenza del Senato procede con l'ordine del giorno e questi non sono temi che riguardano l'ordine del giorno ma i rapporti tra Parlamento e maggioranza". Verdini ne ha anche per gli ex Pd: "Capisco l'amarezza dei bersaniani, un'amarezza che forse però dovrebbero rivolgere prima di tutto a loro stessi, ai tempi nuovi che non comprendono e all'errore di rivendicare la propria storia senza averci mai fatto i conti fino in fondo". "Prima di tutto voglio dire che questa a mio parere è una buona legge elettorale, non è un colpo di mano né tanto meno un golpe". In un'aula che si apprestava a votare definitivamente la nuova legge elettorale senza alcun pathos (alla fine i sì saranno 214), l'intervento del senatore ex berlusconiano arriva a sorpresa. Tra i senatori a vita hanno votato sì, come annunciato, Giorgio Napolitano ("per garantire la stabilità") e il premio Nobel Carlo Rubbia (che aveva espresso il sì anche ai cinque voti di fiducia), mentre ha votato no Mario Monti.

Fondamentale nel calcolo dei voti è stato il supporto dei senatori di Ala, il gruppo che fa capo a Denis Verdini.

Il capogruppo dem, Luigi Zanda, stigmatizza l'atteggiamento di Mdp ("è dal 2011 che avete sostenuto governi di destra") e dei 5 Stelle, che volevano ricorrere al voto segreto solo per "una manovra politica". La (nuova) maggioranza potrà contare anche sui voti di Forza Italia e Lega che hanno annunciato di sostenere la legge e l'hanno votata alla Camera. "Noi a questa vergogna non partecipiamo, per questo siamo usciti dall'Aula".

Noi siamo quelli che hanno consentito al Paese di fare uno scatto in avanti sul fronte dei diritti, rendendo possibili le unioni civili, e avremmo votato anche la stepchild adoption, così come voteremo il testamento biologico, quando e se arriverà in Aula. Quindi la responsabilità: "C'è chi è stato responsabile a fasi alterne, noi abbiamo cercato di esserlo sempre".

Per Mdp e M5s c'è una nuova maggioranza.

. Un terzo dei candidati viene eletto in collegi uninominali e due terzi, con listini bloccati (da un minimo di 2 a un massimo di 4 candidati), con il proporzionale. È una legge necessariamente frutto di un compromesso.

Legge elettorale: il Rosatellum bis è legge. "Vi stupite che sulla legge elettorale ci sia un accordo con Forza Italia e Lega Nord ma la legge elettorale si vota con chi ci sta, anche con le opposizioni, ci abbiamo provato anche sulle riforme costituzionali, prima che Berlusconi cambiasse idea".

Quanto alla raffica di fiducie sulla riforma, secondo il segretario Pd "ha scelto il presidente del Consiglio, è ovvio che sia così", "non ci sono state pressioni" e il solo "pensare che subisca pressioni, credo che sia offensivo per Gentiloni".

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