Venerdì, 19 Luglio, 2019

CESARE BATTISTI/ Brasile, Corte Suprema: "niente carcere", giudizio 'sospeso' sull'estradizione

Brasile, caso Battisti: il Supremo Tribunale brasiliano si pronuncia sull'estradizione Brasile: Battisti resta libero, tribunale concede l'habeas corpus
Evangelisti Maggiorino | 24 Ottobre, 2017, 22:36

24 Ottobre 2017, prima vittoria giuridica di Cesare Battisti.

La notizia del rinvio arriva poche ore dopo quella della Corte Regionale Federale, che aveva negato la custodia preventiva in seguito all'arresto di Battisti lo scorso 4 ottobre, quando era stato fermato dalla polizia mentre tentava di attraversare il confine boliviano con addosso 6 mila dollari e 1.400 euro. Secondo i difensori di Battisti solo la plenaria può esprimersi su un procedimento avverso all'atto del presidente Temer, che vuole concedere l'estrazione dell'ex terrorista in Italia e gli ha revocato lo status di rifugiato concesso nel 2010 dall'allora presidente Lula. Successivamente alla richiesta di estradizione avanzata dall'Italia, nasce negli inquirenti il sospetto che Battisti fosse pronto a passarla illegalmente. Nel frattempo, i giudici del tribunale regionale federale della Terza regione, a San Paolo, hanno stabilito all'unanimità che l'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) debba restare in libertà, ma che per lui vengano mantenute misure cautelari alternative.

Oggi la magistratura brasiliana ha deciso di mantenere in libertà provvisoria Cesare Battisti, a condizione che non lasci Cananéia, dovrà inoltre chiedere l'autorizzazione per ogni spostamento ed usare obbligatoriamente il braccialetto elettronico "qualora vi fosse disponibilità del dispositivo" al fine di monitorare i suoi spostamenti.

Ha mandato avanti ex moglie e figli per impietosire i giudici brasiliani, ha piagnucolato fino a un minuto prima della decisione della Corte brasiliana ("Se torno in Italia mi uccideranno in carcere") e alla fine l'ha fatta franca ancora una volta.

La questione è attualmente nelle mani del Supremo Tribunale Federale brasiliano. Resta però aperto il nodo sull'habeas corpus che di fatto impedisce ancora all'Italia di avere di nuovo indietro per fargli scontare l'ergastolo l'ex terrorista rosso. Battisti attende di conoscere il suo destino nel suo rifugio al mare. Ha aggiunto di avere un altro timore: "Gli agenti penitenziari in Italia hanno detto che mi ammazzeranno". C'è un odio alimentato in tutti questi anni da una parte dei media e dalle forze politiche italiane.

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