Mercoledì, 19 Giugno, 2019

Pomodoro. Una etichetta dovrà indicare la provenienza

Obbligo di etichettatura dei derivati del pomodoro, la soddisfazione della Regione Emilia-Romagna Derivati dei pomodori: sarà obbligatoria l'origine sull'etichetta
Esposti Saturniano | 23 Ottobre, 2017, 16:09

L'annuncio è arrivato da Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole al Forum Coldiretti di Cernobbio. Il risultato è che dalla Cina si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro.

"L'etichetta d'origine per i derivati del pomodoro fa felice l'82% dei consumatori che considera importante conoscere l'origine delle materie prime usate in pelati, concentrati e sughi per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare".

L'obbligo dell'etichetta d'origine consentirà - rileva la Coldiretti - di valorizzare il prodotto italiano in una filiera, quella dei derivati, che rappresenta uno dei fiori all'occhiello dell'export Made in Italy, con le vendite all'estero che hanno superato nel 2016 il valore di 1,5 miliardi di euro.

"Salutiamo positivamente l'avvenuta sottoscrizione del decreto sull'etichettatura obbligatoria di origine anche per i derivati del pomodoro - dichiara Antonio Ferraioli, presidente di Anicav - Il decreto sembra condividere a pieno la nostra posizione formalizzata nelle Linee di indirizzo sull'etichettatura d'origine dei derivati del pomodoro approvate all'unanimità nel corso dell'ultima Assemblea dei soci dello scorso giugno". La provincia di Foggia è leader nel comparto con 3.500 produttori di pomodoro che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di quasi 175.000.000 euro. Il decreto si applica ai derivati come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro e prevede che le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta il nome del Paese di coltivazione del pomodoro e il nome del Paese di trasformazione del pomodoro. Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, la dicitura: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Naturalmente, è prevista una fase transitoria per permettere l'adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento completo delle etichette e confezioni già prodotte. Mentre se tutte le operazioni si svolgono in Italia, sarà sufficiente indicare: "Origine del pomodoro: Italia".

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