Martedì, 12 Dicembre, 2017

Fabrizio Miccoli condannato a tre anni e sei mesi

Miccoli trial Getty Images
Cacciopini Corbiniano | 20 Ottobre, 2017, 20:57

Se una volta il bomber ex Juventus e soprattutto Palermo faceva parlare di sé per i gol a raffica che realizzava, l'ultim'ora di cronaca è decisamente di tutt'altro carattere.

Fabrizio Miccoli condannato a tre anni e sei mesi per l'accusa di estorsione aggravata, è questa la decisione del giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Palermo Walter Turturici. E' accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo quanto riferisce La Repubblica, la richiesta della Procura di Palermo, nella persona del sostituto procuratore Francesca Mazzocco, era di 4 anni. Per la procura di Palermo Miccoli si rivolse a Cosa Nostra per fare in modo che venisse saldato un debito di circa 20mila euro ad un suo amico. Secondo l'accusa Miccoli avrebbe attuato una richiesta estorsiva nei confronti dell'imprenditore Andrea Graffagnini, "servendosi" dell'influenza mafiosa e dei metodi di Mauro Lauricella, figlio del boss del quartiere Kalsa Antonino detto "Ù Scintilluni".

Gli avvocati dell'ex capitano del Palermo, Giovanni Castronovo e Giampiero Orsini, avevano invece chiesto l'assoluzione. Gli avvocati Giovanni Castronovo e Giampiero Orsini si sono definiti sconcertati: "L'esecutore materiale della estorsione è stato assolto e lui, il presunto mandante, è stato condannato". L'indagine era stata aperta durante le ricerche di Antonino Lauricella, che nel 2010 era latitante: la Dia, ascoltando le telefonate di Mauro Lauricella, si era imbattuta in Miccoli e aveva notato l'estrema confidenza del calciatore con il figlio del mafioso. "Leggeremo le motivazioni e poi ricorreremo in appello". In un'intercettazione con Mauro Lauricella, Miccoli pronunciò la frase che ne decretò la fine della sua carriera a Palermo: "Quel fango di Falcone". Fabrizio Miccoli è apparso visibilmente colpito dalla sentenza, non ha risposto alle domande dei giornalisti.

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