Giovedi, 20 Giugno, 2019

Ocse, Italia tra i Paesi più vecchi: giovani senza lavoro

Nel 2050 l'Italia sarà il terzo Paese più vecchio al mondo Ocse, nel 2050 l'Italia sarà terzo Paese più vecchio al mondo: conti pubblici sempre più a rischio
Esposti Saturniano | 18 Ottobre, 2017, 17:14

A rilevarlo è l'Ocse nell'indagine "Prevenire le diseguaglianze legate all'invecchiamento": entro il 2050 saremo il terzo paese più anziano al mondo, dopo Giappone e Spagna.

Ocse, brutte notizie per l'Italia: secondo lo studio condotto dall'Ocse nel rapporto "Preventing Ageing Unequally", che è stato pubblicato oggi, l'Italia è uno dei paesi più vecchi e dove i giovani hanno più difficoltà nel trovare lavoro.

"Promuovere la partecipazione al lavoro degli anziani è quindi di importanza primaria" per il bel Paese, raccomanda l'ente parigino. Le generazioni del futuro, da oggi al 2050, passeranno periodi peggiori rispetto a quelle che si sono susseguite dal dopoguerra ad oggi, in particolare per quello che riguarda il lavoro e la crisi economica.

A dirlo è la stessa Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel rapporto "Preventing ageing unequally". I giovani si trovano in una situazione difficile, incontrano grosse difficoltà ad accedere al mondo del lavoro, rimanendo spesso incastrati in lavori atipici. "Dalla metà degli anni '80, il reddito degli individui di età compresa tra i 60 e i 64 anni è cresciuto del 25% in più rispetto a quello delle persone tra i 30 e i 34 anni", scrive l'Ocse, contro una media del 13% registrata negli altri paesi membri dell'organizzazione. I tassi di occupazione delle persone tra i 55 e i 64 anni tra il 2000 e il 2016 sono cresciuti molto di più rispetto a quelli delle persone al primo impiego: +23% per i primi; +1% per i secondi. E, poiché "le diseguaglianze tendono ad aumentare durante la vita lavorativa, una maggiore disparità tra i giovani di oggi comporterà probabilmente una maggiore diseguaglianza fra i futuri pensionati, tenendo conto del forte legame che esiste tra ciò che si è guadagnato nel corso della vita lavorativa e i diritti pensionistici". Valore che, invece, è calato tra gli anziani.

Disparità si rilevano anche dal punto di vista del sesso.

STIPENDI DONNE OLTRE 20% PIÙ BASSI DI UOMINIIn Italia le donne percepiscono stipendi più bassi di oltre il 20% rispetto agli uomini. "Questo darà inoltre alle donne la possibilità di partecipare alla mercato del lavoro".

ALLARME GIOVANI, PIÙ POVERI E SENZA LAVORONegli ultimi trent'anni anni, dunque, il gap tra le vecchie generazioni e i giovani in Italia si è ampliato.

I tassi di povertà relativa, si legge ancora, sono "aumentati per i gruppi più giovani, mentre sono caduti bruscamente per i più anziani".

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