Mercoledì, 20 Giugno, 2018

Sono i giovani italiani i migranti di cui dobbiamo preoccuparci

Giovane con zaino in spalla Sono i giovani italiani i migranti di cui dobbiamo preoccuparci
Evangelisti Maggiorino | 17 Ottobre, 2017, 18:51

Secondo il Rapporto Italiani nel Mondo 2017 di Migrantes rimane alto il numero degli espatri e il fenomeno riguarda soprattutto i giovani.

A questi si aggiunge il 9,7% di chi ha tra i 50 e i 64 anni, ovvero i tanti "disoccupati senza speranza" tristemente noti alle cronache del nostro Paese poiché rimasti senza lavoro in Italia e con enormi difficoltà di riuscire a trovare alternative occupazionali concrete per continuare a mantenere la propria famiglia e il proprio regime di vita.

Per contro, il numero degli studenti delle scuole superiori provenienti da altri paesi per studiare in Italia per pochi mesi contava 3.200 persone, con un incremento dell'11% rispetto al 2011.

Le partenze sono di famiglia e non individuali. No grazie, è stato sponsorizzato dalle fondazioni Intercultura e Telecom Italia. Dal 2006, la mobilità italiana è aumentata del 60,1%. In seconda posizione le partenze "di famiglia", sia quelle composte dal nucleo familiare ristretto, con i minori oltre il 20% (di cui oltre la metà ha meno di dieci anni), sia quelle "allargate", con i genitori over 65 che fungono da supporto e accompagnamento (5,2%). A seguire l'Oceania (3%), l'Africa (1,3%) e l'Asia (1,3%).

Sempre più italiani emigrano all'estero, e quattro su dieci sono giovani. Soffermandosi sulle realtà nazionali, i primi tre Paesi con le comunità più numerose sono l'Argentina (804.260), la Germania (723.846) e la Svizzera (606.578), mentre è il Regno Unito a distinguersi, in valore assoluto, per avere la variazione più consistente (+27.602 iscrizioni nell'ultimo anno), seguito da Germania, Svizzera, Francia, Stati Uniti e Spagna. Curioso il caso della regione Friuli Venezia Giulia, da cui invece nell'ultimo anno sono partite 300 persone in meno. "Oramai la presenza italiana è distribuita in quasi tutti i paesi del pianeta, e dal punto di vista sociologico potrebbe essere concepita come la conferma di un paese di migranti e navigatori, nella forma e nei numeri com'è stata percepita nei secoli scorsi". La Lombardia, con quasi 23 mila partenze, si conferma la prima regione da cui gli italiani hanno lasciato l'Italia alla volta dell'estero, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). La "popolazione Aire" è cresciuta, in un anno, di 162.779 unità (+3,3%), negli ultimi tre anni di oltre 337.000 (+7,2%), negli ultimi cinque di oltre 632mila (+14,6%). La metà (50,1%) dei cittadini italiani iscritti all'Aire vengono dal sud, il 34,8% e' di origine settentrionale, il 15,6% e' originario del centro.

Ad espatriare sono principalmente i giovani con un sostanziale equilibrio di genere, non c'è particolare differenza tra uomini e donne.

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