Mercoledì, 13 Dicembre, 2017

Tra Italia e Argentinaarresti nel clan di Bagheria

Cocaina dall'Argentina all'Italia arresti 12/10/2017L'operazione dei carabinieri a Palermo Roma e Udine. Sequestrati cinque chili di sostanza stupefacente
Evangelisti Maggiorino | 13 Ottobre, 2017, 01:58

Gli indagati nell'operazione antidorga Praesidium dei carabinieri sono: Gioacchino Bonaccorso, nato a Palermo 43 anni, Salvatore Cecala, nato a Caccamo, 46 anni, Giuseppe Faia, 31 anni nato a Palermo, Emiliano Pasimovich, 32 anni nato in Argentina, residente a Roma, Calogero Rio, 55 anni, nato a Termini Imerese, Salvatore Rotolo, 38 anni, residente a Isola delle Femmine, Pasquale Testa, 25 anni residente a Bagheria, Giacinto Tutino, 62 anni, residente a Bagheria, Carmelo D'Amico, 48 anni, detenuto nel carcere Pagliarelli, Nicolò Testa, 55 anni, detenuto al Pagliarelli, Giuseppe Antonio Giallombardo, 41 anni, detenuto al Pagliarelli, Salvatore Drago Ferrante, 53 anni, detenuto nel carcere di Tolmezzo (Ud).

La cocaina viaggiava in aereo, arrivata a Palermo veniva stoccata a Bagheria e infine venduta, soprattutto nei locali notturni.

La droga proveniva importata dall'Argentina alla Sicilia. Le attività di indagine, condotte anche in territorio estero, hanno consentito il sequestro di quasi 5 chilogrammi di cocaina.

In totale sono dodici le persone raggiunte dalla misura cautelare. Tra questi due personaggi come Di Salvo e Militello che si sarebbero occupati dell'importazione in Italia della droga proveniente dall'Argentina e della cessione a spacciatori all'ingrosso nel mercato palermitano. "È stato documentato ancora una volta - dicono i carabinieri - che il settore degli stupefacenti riveste per Cosa nostra un'importanza fondamentale, imprescindibile nelle dinamiche criminali e, al contempo, fonte di accese e continue tensioni". Gli affari ruoterebbero attorno alla figura di Nicolò Testa, presunto capo della famiglia mafiosa del popoloso centro che fa parte del mandamento di Villabate, retto fino al 2015 da Giampiero Pitarresi. Drago Ferrante ha consentito di accedere ad ingenti forniture e a prezzi piu' bassi rispetto a quelli praticati dai fornitori locali, vantando contatti con i narcotrafficanti argentini.

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