Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Brexit, Barnier: "Non abbiamo fatto grandi passi in avanti"

Theresa May e alcuni ministri del suo governo ascoltano il leader dell’opposizione Corbyn Theresa May e alcuni ministri del suo governo ascoltano il leader dell’opposizione Corbyn
Evangelisti Maggiorino | 12 Ottobre, 2017, 21:21

Barnier ha denunciato un'impasse estremamente preoccupante per gli Stati membri e le regioni che si sono impegnate in investimenti e progetti. "Il discorso di Firenze di Theresa May aveva dato uno slancio di cui c'era veramente bisogno, ma nonostante questo non abbiamo fatto grandi passi in avanti", ha dichiarato Barnier al termine del quinto round dei negoziati. "Sui diritti dei cittadini restano distanze su questioni non secondarie, e per risolvere la delicatissima questione irlandese "c" e' ancora molto lavoro da fare".

Lo dice Michel Barnier, responsabile del negoziato per la parte europea, precisando che il punto su cui sembra più ostico arrivare a un'intesa riguarda i costi che il Regno Unito dovrà sostenere per lasciare l'Unione.

"La ragazza e' stata allontanata dalla sicurezza, sulle prime incerta sul da farsi, dopo essere stata ripresa, fotografata e intervistata; il viceportavoce capo della Commissione Europea, Alexander Winterstein, ha riferito che "ha deciso di allontanarsi" dopo che le e' stato spiegato che il suo pass non consentiva l" accesso alla sala stampa.

"Pertanto, ha aggiunto, "non sono in condizioni di proporre al Consiglio Europeo" che si terra' la settimana prossima, il 19 e 20 ottobre, "di aprire le discusioni sulla futura relazione" tra l" Ue e il Regno Unito, cosa che presuppone il riconoscimento, all" unanimita' dei 27, che siano stati fatti sufficienti progressi" sulle priorita' dell" accordo di ritiro (diritti dei cittadini, accordo finanziario e questione irlandese). Barnier ha annunciato infatti che la delegazione britannica " non è in grado di precisare impegni sugli aspetti finanziari". Sull'eventualità che Bruxelles e Londra non trovino un accordo Barnier ha chiosato: "Un non accordo sarebbe un pessimo accordo, ma in ogni caso l'Ue "è preparata a tutte le eventualità".

La pensa in modo opposto il ministro britannico per l'uscita dall'Unione europea, David Davis, che ha parlato di "progressi significativi da giugno".

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