Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Legge elettorale: voto finale nel pomeriggio? Oggi terza fiducia

Rosatellum, il Pd: «Opportuno porre fiducia» Pressing su Gentiloni. Rosato: «Non possiamo fare a meno della legge Legge elettorale: arriva fiducia anti voto segreto - L'ANALISI
Evangelisti Maggiorino | 12 Ottobre, 2017, 13:24

Matteo Renzi si è difeso dall'assoluta gravità, a detta sua, delle parole dei grillini, ricordando che lo strumento della fiducia è previsto dai Regolamenti Parlamentari e che era stato usato, ad esempio, da Alcide De Gasperi; a seguito di un rapido fact checking abbiamo appurato che la legge elettorale del 1953 è stata davvero approvata a seguito dell'apposizione della fiducia, tuttavia c'è da dire che già lo stesso Di Battista riportava durante il suo comizio di ieri questo stesso dato, seppur con accezione negativa: "Chi altro aveva messo la fiducia sulla legge elettorale?"

Fuori dal palazzo ha preso il via la manifestazione della sinistra, che ha radunato i suoi militanti al Pantheon.

Non se ne poteva fare a meno, è il senso. Il sistema proposto consente di allearsi restando separati, fa rivivere una quota maggioritaria, semplifica il processo elettorale. Sembrano peccati veniali quelli relativi al modo di arrivare alla conclusione di questi sforzi (si è fatto abbondante ricorso alla fiducia per ogni tipo di decisione e l'alta maggioranza raggiunta in Parlamento, con una parte delle opposizioni, compensa l'atto di forza del governo) e alla modifica delle regole del gioco poco prima di cominciare il gioco (procedura poco corretta, ma non illegittima costituzionalmente). "Questa è l'ultima occasione perchè il Parlamento approvi una legge elettorale".

Tra gli esponenti di Campo Progressista in piazza ci sono tra gli altri, Ciccio Ferrara, Marco Furfaro, Massimiliano Smeriglio, Michele Piras, Giovanna Martelli, Franco Bordo, Gianni Melilla, Marisa Nicchi, Michele Ragosta, Filiberto Zaratti, Mapi Pizzolante.

La necessità di una riforma elettorale è venuta dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale di parte dell'Italicum, la legge elettorale per la sola Camera voluta dal governo Renzi insieme alla riforma del Senato non andata in porto dopo la vittoria del no al referendum costituzionale del dicembre 2016. Le incognite però riguardano ora il voto finale sulla legge ed incombe lo spettro dello scrutinio segreto. È una domanda cruciale perché la formula elettorale serve a stabilire i modi in cui i voti si traducono in seggi, la maniera con la quale viene interpretata la volontà del popolo. Più faremo pressione in piazza, più quel voto segreto potrebbe far saltare la Legge. Si riunisce il Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni svolge una succinta relazione che convince tutti, breve discussione, e alla fine unanimità, tranne, pare, il ministro Orlando.

Ancora più esplicito il capo gruppo del Pd Ettore Rosatocon i giornalisti in Transatlantico.

Come valuta la scelta del Governo di porre la questione di fiducia? "Qui - incalza - si sta scherzando col fuoco". Poi l'idea sarebbe di portare la legge in Aula al Senato prima dell'approdo in aula, verso il 25, della legge di bilancio. Qui sta la "prova del budino": le nostre forze politiche, così divise al loro interno, saranno capaci di raggiungere accordi tanto precisi e lungimiranti, destinati a durare, senza continuare a suddividersi all'infinito al loro interno e, poi, a rompere gli accordi con i loro avversari-alleati?

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