Mercoledì, 18 Ottobre, 2017

Crac Etruria, 400 milioni di euro di risarcimenti

Crac di Banca Etruria chiesti agli ex vertici 400 milioni   
                       
                
         Oggi alle 13:52 Crac di Banca Etruria chiesti agli ex vertici 400 milioni Oggi alle 13:52
Esposti Saturniano | 11 Ottobre, 2017, 23:08

La citazione è stata depositata lunedì al tribunale civile di Roma e l'azione di risarcimento, autorizzata da Bankitalia, è stata sottoscritta anche da Ubi Banca.

Il ricorso quantifica il danno finale in 520 milioni di euro, attribuendo alla società di revisione Price Waterhouse Coopers la responsabilità per 112 milioni di euro dovuti "all'omesso controllo contabile in relazione agli illeciti commessi dai componenti degli organi aziendali".

Tra gli ex vertici finiti nel mirino della giustizia gli ex presidenti Lorenzo Rosi e Giuseppe Fornasari, lex vicepresidente Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena, ex dirigenti Consob diventati poi rispettivamente presidente del collegio sindacale e presidente della banca, Massimo Tezzon e Claudio Salini, oltre a tutti i consiglieri finanziati dalla banca con prestiti finiti in sofferenza tra cui Augusto Federici, consigliere della banca aretina.

Nell'atto si parla di una "incredibile serie di erogazioni di favore e in palese conflitto di interessi, ovvero dissennate e inutili".

"Si tratta di 37 persone", si legge sul quotidiano di via Solferino, "che hanno governato la banca dal 2010 fino al crac".

Secondo il liquidatore è stata portata avanti "una "strategia" basata su rimedi estemporanei e di dubbia legittimità con il frettoloso "piazzamento" delle note obbligazioni subordinate ai risparmiatori che sono state successivamente e necessariamente azzerate".

Gli ex consiglieri e sindaci di Banca Etruria sono stati citati davanti al tribunale civile di Roma per i danni causati dalla loro gestione: il liquidatore, con il via libera della Banca d'Italia, ha chiesto loro 400 milioni di risarcimento. Riferimento esplicito al provvedimento di messa in liquidazione della banca con il decreto del governo del novembre 2015 che ha provocato la perdita dei risparmi di migliaia di cittadini.

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