Mercoledì, 18 Ottobre, 2017

Omicidio Sarah Scazzi, la Cassazione: "Sabrina fredda pianificatrice, niente sconti di pena"

Sarah Scazzi ultime news Omicidio Sarah Scazzi, la Cassazione: «Sabrina fredda pianificatrice, niente sconti di pena»
Evangelisti Maggiorino | 11 Ottobre, 2017, 20:23

Tutti questi comportamenti rendono "impossibile" gli sconti di pena.

I giudici hanno riscontrato nel comportamento di Sabrina una "fredda pianificazione d'una strategia finalizzata, attraverso comportamenti spregiudicati, obliqui e fuorvianti, al conseguimento dell'impunità", si legge nei motivi della sentenza.

Sarah Scazzi, 15 anni, scompare improvvisamente nel nulla il 26 agosto 2010. Sabrina, inoltre, "strumentalizzando i media" deviò le investigazioni come "astuto e freddo motore propulsivo", dirigendole verso "piste fasulle".

Ugualmente immeritevole delle attenuanti generiche Cosima Serrano perché invece di placare "l'aspro contrasto sorto" tra Sabrina Misseri e Sarah Scazzi "si era resa direttamente protagonista del sequestro della giovane nipote partecipando, poi, materialmente alla fase commissiva del delitto". Anche Cosima, aveva messo in atto "una serie di depistaggi per conseguire l'impunità per sé e sua figlia Sabrina".

Sarah - ricorda la Suprema Corte - venne strangolata da Sabrina e Cosima con "concorso sinergico" tra le due: l'una ponendo "in essere la specifica azione di soffocamento da dietro della vittima" e l'altra inibendole "ogni tentativo di difendersi e ogni chance di fuga". Le "uniche due persone presenti in casa", rileva la Cassazione, erano Sabrina Misseri e Cosima Serrano.

Il corpo di Sarah fu trovato in un pozzo cisterna nella campagna di Avetrana (Taranto) soltanto il 6 ottobre, dopo 42 giorni dalla sua scomparsa, quando Michele tormentato dal "rimorso" e dall'immagine della nipote che in sogno gli diceva di sentire tanto freddo, si decise a dire la verità accusando moglie e figlia. Ecco quindi come la Cassazione affronta la questione delle 'confessioni' dell'imputato, condannato a 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere, che più volte si è autoaccusato dell'omicidio.

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