Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Ilva, il ministro Calenda: "Hanno i soldi per pagare tutti"

Ilva, Mise annulla tavolo con Arcelor Mittal. “Non lo si apre senza garanzie per i lavoratori” Proposte Ilva inaccettabili, Calenda ferma trattative, lavoratori in sciopero
Esposti Saturniano | 10 Ottobre, 2017, 16:54

L'Am Investco Italy non ha fatto altro che seguire le regole imposte dallo Stato sul lavoro, in maniera forse un po' troppo furbesca chiaramente, ma la controparte, Il Ministero, non solo non ha ascoltato le preoccupazioni dell'Antitrust UE e dei tecnici prima dell'assegnazione al gruppo - che lamentavano un'incoerenza negli investimenti e una mancanza nella documentazione - ma negli anni ha fornito tutti gli strumenti affinché le aziende più furbe si comportassero come sta accadendo ora. Una reazione di grande sorpresa per la decisione del ministro Calenda: "Raggiungere un accordo con i sindacati dell'Ilva in tempi ragionevoli è importante perché, una volta chiusa la transazione, possiamo mettere in atto i nostri piani di investimento". Presidi di lavoratori e sindacati si sono registrati invece a Taranto, davanti alle portinerie A, D, Tubifici e imprese dello stabilimento Ilva della città pugliese. Per l'azienda è "vitale che l'implementazione del piano non venga ritardata". "Oggi il nostro obiettivo era quello di fare un primo passo verso il raggiungimento di un accordo accettabile per tutti gli interessati". Mittal ha ricordato che negli ultimi mesi "non è stata fatta alcuna ulteriore promessa a parte il numero di occupati". Lo ha detto l'Ad Europa di Mittal, Aditya Mittal, al forum Conftrasporto di Cernobbio, all'indomani dello sciopero dei lavoratori dell'Ilva e dello stop del governo alla trattativa, giudicata irricevibile dal ministro Calenda, sulle condizioni contrattuali proposte dal gruppo e i 4000 esuberi prospettati. "Il resto sarà oggetto della negoziazione sindacale".

LIGURIA - A Genova sono indicate 900 assunzioni dirette di cui 25 quadri, 165 impiegati e 710 operai, rispetto agli attuali 1.499 dipendenti.

Tutto ciò è emerso chiaramente a seguito della mobilitazione organizzata dalle sigle sindacali che evidenziano come il progetto delle nuova proprietà investa tanto il taglio di 4.000 unità quanto la riassunzione del personale con le nuove regole dettate dal Jobs Act (con relativa riduzione e blocco di anzianità oltre che totale assenza dell'art-18, proprio come previsto dalla riforma del lavoro). Ora toccherà ai sindacati trattare per riuscire a mantenere i livelli retributivi.

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