Martedì, 25 Settembre, 2018

Effetto Bce, banche restano sotto tiro in Borsa

PHILIPPE HUGUEN via Getty Images PHILIPPE HUGUEN via Getty Images
Evangelisti Maggiorino | 07 Ottobre, 2017, 16:40

Tuttavia il problema reale risiede nel mercato degli Npl dove allo stato dell'arte ci sono ancora più cedenti che acquirenti. Il rapporto delle banche con i "clienti", cittadini, famiglie, imprese, concessione dei crediti, è tema all'ordine del giorno delle cronache economiche e non solo. Timoroso per gli effetti sul credito il capogruppo socialista al parlamento Ue Gianni Pittella e il presidente della Commissione d'inchiesta sulle banche Pierferdinando Casini.

Banca Italia: nuove norme solo ai nuovi flussi di credito. Le misure rappresentano un incentivo ad accelerare la vendita degli Npl e riducono l'interesse delle banche a prestare denaro senza garanzie.

In particolare, si prevede un meccanismo automatico di svalutazione totale in due anni dei crediti deteriorati unsecured e in sette anni per quelli secured. Si tratta di norme con effetti "chiaramente pro-ciclici" in quanto i prestiti si ridurranno "quando il contesto macroeconomico si deteriora", verranno chieste "più garanzie" e verrà prestato meno "ai clienti in difficoltà". I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. Sono richieste di cui l'industria bancaria si lamenta, a ragione. Agostino Megale non usa mezzi termini.

Brusco scivolone per le banche a Piazza Affari, con il doppio effetto del contagio spagnolo e delle nuove regole sui crediti deteriorati della Bce. "Sui crediti deteriorati - afferma - o si cambia oppure è un no alle nuove regole della Bce". Per realizzare questo obbiettivo è importante costruire le giuste alleanze capaci di aver attenzione alle specificità dei diversi paesi. Bene, ma chi si sta occupando di questo? E' quanto emerge dai verbali della riunione del 6-7 settembre, pubblicati oggi da Francoforte, nella quale i governatori hanno anche espresso preoccupazione per la forza dell'euro giungendo alla conclusione che questa richiede un monitoraggio.

Le imprese si dicono "estremamente preoccupate" e avvertono: il nuovo documento della Banca Centrale Europea "contiene una serie di previsioni e di automatismi che, se confermati, avrebbero un impatto di grande rilievo sui requisiti patrimoniali delle banche, imponendo loro nuovi e onerosi accantonamenti".

Altre Notizie