Lunedi, 18 Novembre, 2019

Catalogna. Il referendum non è andato come ve l'hanno raccontato

Madrid vieta le consultazioni e la Guardia Civil ha sbarrato gli ingressi Madrid vieta le consultazioni e la Guardia Civil ha sbarrato gli ingressi
Evangelisti Maggiorino | 05 Ottobre, 2017, 14:05

Ciò, mentre in tutta la Catalogna si stava svolgendo uno sciopero generale senza precedenti, con un'adesione dell'80 per cento e intere città scese in piazza (a Girona, 100 mila abitanti, hanno manifestato in 50.000 persone).

Il primo ministro croato Andrej Plenkovic ha espresso oggi rammarico e condanna per gli episodi di violenza registratisi domenica scorsa durante il referendum per l'indipendenza della Catalogna. La Generalitat però sostiene che nelle operazioni della polizia e nella chiusura forzata dei seggi siano state perse circa 770mila schede, 770mila voti già espressi.

Alle prossime ore è consegnato l'esito di una giornata storica: la presa di posizione del "parlamento" catalano, il ricorso Tribunali internazionali già evocato da parte di Jordi Turul (portavoce del governo catalano) avverso la violenza della polizia spagnola, la dichiarazione di indipendenza della Catalogna - già annunciata per i prossimi giorni - e quel che ne verrà. Ottenendo due indicazioni contrastanti: Sanchez ha chiesto un "dialogo immediato", Rivera un pugno di ferro con Puigdemont per impedire la dichiarazione di indipendenza, con anche l'applicazione dell'art.155 che consente di sospendere l'autonomia catalana e di destituire Puigdemont. Sempre che anche in seno alla Generalitat catalana si sappia coglierlo, ad esempio puntando più sul "diritto all'indipendenza della Catalogna" che sulla proclamazione unilaterale dell'indipendenza.

Intanto, il diritto, riguardo a tutto ciò, paradossalmente ha ben poco da dire. Non solo per la maggioranza schiacciante dei "si" e il numero cospicuo dei votanti. Di fronte alla crisi "come la storia dell'Ue ci insegna, in democrazia, l'unica strada da percorrere è quella di lavorare insieme per la concordia e l'unità", ha detto Tajani. La linea generale è che si tratta di una questione interna alla Spagna. Altro capitolo quello del federalismo della Lega Nord che, come detto, proprio all'indomani del referendum catalano sembra prendere le distanze da esso. Si è stracciata nei fatti la bandiera dell'Unione europea in nome di una sventolata volontà europeista. In effetti, questo rallentamento, racconta un dirigente della coalizione indipendentista, non va letto come uno stop: "Stiamo cercando il momento migliore, il Parlamento si potrebbe riunire nel fine settimana".

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