Giovedi, 19 Luglio, 2018

Un decreto per promuovere le produzioni cinematografiche italiane in tv

Decreto Cinema Italiano: approvata la riforma per le quote TV Tv, ok al decreto Franceschini: più cinema italiano in prima serata anche su Netflix e Amazon. “Limiti insostenibili”
Deangelis Cassiopea | 04 Ottobre, 2017, 03:57

Il decreto prevede essenzialmente due cambiamenti: maggiori investimenti per la produzione italiana di contenuti audiovisivi e per l'importazione dall'Europa, e maggior spazio nei palinsesti da dedicare ai suddetti prodotti italiani ed europei. Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, evidenziando la forte opposizione di tutte le Tv italiane, ma bisogna tornare sul tema, per capire, 'come è finita' (almeno per ora). È questo l'obiettivo del decreto legislativo voluto dal ministro della Cultura Dario Franceschini, approvato oggi dopo diverse polemiche dal Consiglio dei ministri. Secondo Franceschini, si tratta di "norme che valorizzano la creatività, con un provvedimento concreto che serve a aiutare, tutelare e valorizzare il cinema e la fiction italiana".

Il decreto prevede una gradualità, scandita su vari anni, per l'entrata a regime delle nuove quote.

Alla Rai l'obbligo di far sì che in programmazione vi siano almeno la metà di prodotti made in Italy, mentre per le altre emittenti l'obbligo sarà di un terzo. Aumenta leggermente e gradualmente anche la quote minima di ricavi annui riservata alle opere cinematografiche italiane, che passerà dal dal 3,2 al 4,5% per le private e dal 3,6 al 5% per viale Mazzini.

Se il Decreto Franceschini possa essere un bene o un male per la televisione italiana è ancora presto per dirlo: se le serie tv americane troveranno comunque il loro spazio nel palinsesto, e se gli investimenti incrementeranno effettivamente la qualità dei prodotti italiani, non potremmo che uscirne tutti vincitori.

A vigilare sul rispetto delle regole sarà Agcom, che andrà a comminare fino a 5 milioni di euro di multa, oppure con sanzioni pari al 2% del fatturato.

Il decreto non è 'subito legge' ma passa adesso alle Commissioni competenti di Camera e Senato, al Consiglio di Stato e alla Conferenza Stato-Regioni per i pareri prescritti. L'approvazione definitiva del testo è prevista entro dicembre.

"Il provvedimento mette sempre più al centro del sistema televisivo l'audiovisivo italiano dei produttori indipendenti e questo è un elemento di crescita per tutti".

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