Mercoledì, 13 Dicembre, 2017

Deficit-Pil 2016 cresce al 2,5%. Draghi: giovani disoccupati Ue al 19%

Pil, Istat conferma: “Crescita +0,9% nel 2016” Pil, i conti (non) tornano: l'Istat rivede al rialzo la crescita nel 2015
Esposti Saturniano | 23 Settembre, 2017, 14:57

Una crescita che nel 2015-2016 si è "consolidata", un rapporto debito/Pil che l'anno scorso è sceso al 132% (ma comunque in aumento rispetto al 2015) e un deficit che, sempre nel 2016, è stato alla fine peggiore del previsto.

L'istituto di statistica ha confermato il Pil 2016 a +0,9%, mentre ha rivisto al rialzo di 0,2 punti percentuali la crescita relativa al 2015, a +1% da +0,8%.

Nel 2016, secondo i dati Istat, il Pil ai prezzi di mercato è pari a 1.680.523 milioni correnti, con un incremento dell'1,7% rispetto all'anno precedente.

Nel 2016 la crescita del Pil in volume è stata pari allo 0,9%, con un risultato invariato rispetto alla stima preliminare diffusa a marzo.

Istat ha rivisto al rialzo l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil nel 2016 al 2,5% dal 2,4% stimato a marzo, e al ribasso invece il debito pubblico al 132,0% dal 132,6%. Dal lato degli impieghi si registrano aumenti negli investimenti fissi lordi (+2,8%), nelle esportazioni di beni e servizi (+2,4%) e nei consumi finali nazionali (+1,3%). Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) e' pari all'1,5% del Pil.

Quanto ai settori, "il valore aggiunto, a prezzi costanti, e' aumentato dell'1,7% nell'industria in senso stretto e dello 0,6% nel settore dei servizi". Si sono registrati cali invece nel settore delle costruzioni (-0,3%) e nel settore dell'agricoltura e della pesca (-0,2%). Dal lato aziendale rileva l'Istat, "per l'insieme delle societa' non finanziarie, la quota di profitto e' pari al 42,2% e il tasso di investimento al 20,2%".

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato una crescita dell'1,6% sia in valore nominale, sia in termini di potere d'acquisto. E, aggiunge, "poiche' i consumi privati sono aumentati dell'1,5%, la propensione al risparmio delle famiglie e' aumentata all'8,6% dall'8,4% del 2015". All'interno di questi ultimi, l'incremento più marcato ha riguardato il settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrative e dei servizi di supporto, cresciuto dell'1,5%.

Il rapporto tra debito e Pil nel 2016 si è attestato al 132 per cento. I redditi da lavoro dipendente sono aumentati del 2,6% e le retribuzioni lorde del 2,8%. Nel 2016 la pressione fiscale scende quindi al 42,7% (dal 42,9% stimato) e nel 2015 al 43,2% (da una stima del 43,3%).

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