Martedì, 19 Settembre, 2017

Noemi Durini, molotov contro la casa del fidanzato

Delitto Noemi: tre molotov contro la casa del fidanzato, reo confesso Omicidio Noemi, lanciate due molotov sulla casa dell'assassino
Evangelisti Maggiorino | 17 Settembre, 2017, 14:53

La gip del Tribunale dei minorenni di Lecce, Ada Colluto, ha convalidato il fermo del 17enne che ha confessato di aver ucciso la fidanzata 16enne Noemi Durini.

Il parroco ha voluto far sentire la sua voce dopo le due molotov lanciate contro la casa del presunto omicida: "Stiamo vivendo giorni terribili: la tragedia che ha colpito la nostra comunità e lo choc che ne è seguito ci chiama ad una prova dura e difficile". Quando Lucio M. è uscito dalla caserma dove si trovava per l'interrogatorio, ad aspettarlo c'erano mille persone infuriate, ed i carabinieri hanno fatto fatica a sottrarlo al linciaggio. Per lui l'accusa è omicidio volontario premeditato aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Gli avvocati difensori Luigi Rella e Paolo Pepe hanno chiesto di trasferire il ragazzo in una struttura protetta non detentiva e di sottoporlo a una perizia psichiatrica, anche per verificare la sua capacità di intendere e di volere al momento del delitto. Per non aggravare ulteriormente la sua posizione, il ragazzo reo confesso ha scelto di rimanere in silenzio davanti al gip Ada Colluto, chiamata a convalidare il fermo dello scorso 13 settembre e a disporre nuova misura cautelare.

La diffusione della notizia di tale strategia processuale (che se fosse accolta potrebbe incidere molto su una futura valutazione della pena) ha ulteriormente sollecitato la rabbia degli amici e conoscenti di Noemi e l'indignazione della famiglia. "Invito tutti i cittadini e i parrocchiani di Specchia a mantenere la calma e il controllo delle parole e delle azioni e a non commettere gesti di cui poi potrebbero pentirsi, perché non è con la vendetta che si ottiene giustizia per la povera Noemi", ha detto il sacerdote prima con un post su Facebook e poi in chiesa.

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