Martedì, 19 Settembre, 2017

M5S Sicilia, Di Maio: "Non ci fermeranno con un ricorso da azzeccagarbugli"

La squadra di Cancelleri l'agronoma catanese e il sindaco non grillino. La svolta civica del M5S Federica Argentati Giancarlo Cancelleri Giampiero Trizzino
Acerboni Ferdinando | 16 Settembre, 2017, 07:16

È la ragione per cui lo staff lo sospende, e poi gli invia questa mail: "Ciao Mauro, abbiamo notato che hai accettato la candidatura per le regionali siciliane, tuttavia uno dei requisiti per avanzare la propria candidatura è il non avere procedimenti disciplinari in corso ovvero di non aver ricevuto sanzioni disciplinari da parte degli organi del MoVimento 5 Stelle negli ultimi 6 mesi". Un risultato che, dopo le dimissioni del deputato regionale Giorgio Ciaccio, anche lui rinviato a giudizio per l'affaire firme false, gli dovrebbe consentire di subentrare al suo posto.

Ma Luigi Di Maio fa finta che non sia successo nulla: "La campagna elettorale per Giancarlo Cancelleri presidente va avanti". All'epoca dei fatti che gli erano stati contestati, lo stesso ricorrente aveva raccontato: "Io sono stato escluso dalle regionarie del M5s con la motivazione della pendenza di un procedimento disciplinare di cui non ho mai avuto contezza in precedenza e relativo a fatti che non è realisticamente possibile far rientrare nel novero degli illeciti disciplinari". Lo ha fatto accogliendo in via cautelativa il ricorso presentato dall'attivista Mauro Giulivi, escluso dalla competizione online per la designazione del candidato governatore, poi vinta da Giancarlo Cancelleri. Se consideriamo però le potenziali liste che ci saranno alle prossime elezioni, il centrodestra unito sarebbe davanti a tutti. Oggi la mia posizione è: "invece di ricorrere al referendum, per il quale ci vuole una apposita legge che richiede molto tempo, mettiamo sul tavolo queste critiche comuni e diffuse per farle diventare realtà". Ma il blog di Beppe Grillo rassicura gli iscritti: "Il M5s in Sicilia ci sara', non c'e' nessun rischio caos". "Ne parleremo dopo il 25 settembre, farlo prima significherebbe fare il 'fantacalcio'" dice respingendo i toto-nomine su Alessandro Di Battista, Barbara Lezzi e dell' outsider Pier Camillo Davigo.

Sono arrivate intanto anche le prime reazioni degli altri esponenti politici circa l'intervento del Tribunale di Palermo. Ancora una volta, in Sicilia come a Genova, alle regionarie come alle comunarie, il Movimento Cinque Stelle è costretto a dirimere in tribunale le controversie interne, provocate da un metodo di selezione dei propri candidati che era stato presentato come esempio di trasparenza e partecipazione.

La giudice non riconosce al momento il testo che il candidato avrebbe dovuto firmare come codice etico e scrive nel provvedimento: "Poiché non risulta (né è stato allegato) che detta adesione dovesse intervenire prima della candidatura proposta online, e al contrario risulta che nella precedente procedura per le comunarie detta adesione è stata richiesta solo all'esito delle primarie, e poiché il Giulivi è stato escluso da detta procedura, senza formalizzazione di alcun invito alla relativa sottoscrizione, deve escludersi la sussistenza della causa ostativa alla candidatura (mancata sottoscrizione del cosiddetto codice etico) prospettata dall'associazione resistente".

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