Lunedi, 11 Novembre, 2019

Morte Ciro Esposito: De Santis, commise una "bravata". Ridotta la pena

De Santis uccise per una “bravata” polemiche per le motivazioni della sentenza su Ciro Esposito Morte Ciro Esposito: De Santis, commise una “bravata”. Ridotta la pena.
Evangelisti Maggiorino | 10 Settembre, 2017, 15:03

"Questa tesi appare frutto di una suggestione successiva ai fatti e prodotto di una elaborazione collettiva".

Allibito invece dalle motivazioni della sentenza l'avvocato Angelo Pisani, legale della famiglia Esposito: "Usare il termine bravata è un'offesa alla memoria di un ragazzo ucciso" dichiara a VocediNapoli.it. "Altro che bravata, De Santis non mi sembrava un ragazzino con la pistola ad acqua, sarebbe sensato e rispettoso soprattutto in memoria delle vittime innocenti lasciare la toga e sperare sono nella vera giustizia divina". Ed ancora: "Se i tifosi napoletani si posero all'inseguimento di De Santis ciò accadde per la decisione repentina di Ciro Esposito e di chi si trovava con lui: decisione finalizzata a regolare i conti". Esposito fu ucciso da un colpo di pistola sparato da 'Gastone´ il 3 maggio 2014 prima della finale di Coppa Italia a Roma tra Napoli e Fiorentina.

Secondo il documento fu Gastone a sparare. Dalla ricostruzione emerge che Ciro insieme ad altri amici si accorge di De Santis e lo insegue. La stazza di De Santis escluderebbe l'ipotesi.

"Egli provocò una situazione di oggettivo pericolo scagliando oggetti contro il pullman dei napoletani, dandosi poi alla fuga dopo la scomposta azione dimostrativa".

La riduzione della condanna è stata motivata proprio dall'assoluzione dal reato di rissa (perché per i giudici non ci fu agguato) nonché dall'esclusione dell'aggravante dei futili motivi. De Santis agì dunque senza complici. Di qui la conclusione: "De Santis non si limitò ad esibire la pistola o a sparare in aria a scopo intimidatorio e nemmeno mirò a parti non vitali del corpo dei suoi contendenti. La ripetizione dei colpi è indice di volontarietà di ferire".

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