Domenica, 20 Ottobre, 2019

Sanita': Dg Trento, stesso parassita per Sofia e bimbe con malaria

Malaria, almeno uno l'anno in Italia i casi autoctoni Bimba morta di malaria in Italia: ecco i sintomi e come si contrae la malattia
Machelli Zaccheo | 07 Settembre, 2017, 18:49

Il parassita che ha causato la malaria a Sofia, la bimba trentina di 4 anni morta a Brescia, dopo il ricovero a Trento, è lo stesso che aveva fatto ammalare i due bambini di ritorno dal Burkina Faso che erano in pediatria a Trento negli stessi giorni della piccola. Ad affermarlo è Nunzia Di Palma, direttrice dell'unità operativa del reparto pediatria dell'ospedale "Santa Chiara" di Trento. Nel frattempo, a seguiti della morte di Sofia Zago avvenuta nella notte tra domenica e lunedì, la Procura della Repubblica di Trento ha aperto un'indagine per omicidio colposo contro ignoti. Ora, tutti e quattro sono guariti e sono stati dimessi.

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È uno scenario nuovo con il quale, per la virologa, bisogna fare i conti: "I cambiamenti climatici e con gli spostamenti sempre più massicci in tutto il mondo aumentano la probabilità della diffusione di queste malattie ovunque, naturalmente anche in Italia". "Le trappole - dichiara Paolo Bordon direttore generale dell'Azienda per i servizi sanitari della Provincia di Trento - sono risultate negative per la presenza di questi insetti". Due sono stati i ricoveri di Sofia a Trento, il primo per una faringite, come è stato diagnosticato, il secondo, quello più recente, quando le venne diagnosticata la malaria. Per quanto riguarda la giornata di ieri.

"Sì, i tempi ci sono, da quando la piccola è stata ricoverata la prima volta a Trento (è rimasta in ospedale dal 16 al 21 dell'agosto scorso, ndr) fino a quando è ritornata con i sintomi dell'infezione (il 31 agosto; i tempi di incubazione infatti, vanno dai 7 ai 14 giorni, ndr)".

L'esperta sostiene inoltre che le malattie da vettori sono un problema di cui occuparsi in modo sempre più attento e rimangono alcuni interrogativi anche sulla zanzara tigre ormai diffusissima anche nelle nostre regioni.

Premesso che si ritiene che la malaria non possa essere trasmessa per contatto da uomo a uomo, anche il tempo che la piccola Sofia avrebbe trascorso in ospedale non spiega come si sia potuta infettare. Ora non resta che attendere le ulteriori indagini e analisi.

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