Вторник, 12 Декабря, 2017

Popolare di Bari, indagati i vertici

Banche il caso Popolare di Bari fa tremare la Puglia e 70mila azionisti indagati i vertici La sede centrale della Banca Popolare di Bari
Esposti Saturniano | 30 Августа, 2017, 18:14

I vertici della Banca Popolare di Bari risultano indagati con le accuse di associazione per delinquere, ostacolo all'attività di vigilanza di Bankitalia e Consob, falso nel prospetto informativo, maltrattamenti ed estorsione.

Sulla Banca popolare di Bari la Procura ha in corso un'altra indagine che riguarda criteri e metodi con cui la BpB ha gestito gli ordini di vendita delle azioni da parte di alcuni soci prima che queste venissero deprezzate. Le presunte irregolarità commesse riguardano in buona parte l'acquisizione di Tercas, la ex Cassa di Teramo. A carico di Marco Jacobini e dei suoi due figli si ipotizzano anche i reati di concorso in maltrattamenti ed estorsione.

Sei le persone sotto inchiesta, come si è scoperto dopo l'avviso di proroga delle indagini: il presidente Marco Jacobini, i suoi figli Gianluca e Luigi, rispettivamente condirettore generale e vice, il responsabile della linea contabilità e bilancio Elia Circelli e il dirigente dell'ufficio rischi Antonio Zullo. Il dipendente avrebbe evidenziato ai vertici della banca le irregolarità emerse durante la sua attività, ma queste sue segnalazioni non sarebbero state gradite dai vertici della banca, al punto che il funzionario sarebbe stato mobbizzato e licenziato. Sul caso indaga il procuratore aggiunto Roberto Rossi. In particolare, ritiene la Procura, per agevolare alcuni grossi azionisti, gli ordini di vendita dei titoli sarebbero stati inseriti manualmente senza rispettare l'ordine cronologico e violando cosi' il principio della parità di trattamento dei soci, a danno dei piccoli azionisti. Alla quale - secondo l'accusa ipotizzata degli investigatori - sarebbe stato reso possibile di poter vendere le azioni nell'asta interna del marzo 2016, cioè poco prima dell'assemblea dell'aprile successivo, quando le stesse azioni subirono un tracollo e deprezzamento del 20 per cento scendendo da 9,53 a 7,50 euro. La Banca Popolare di Bari, 70mila soci e 3.500 dipendenti, trema di fronte alle ipotesi avanzate dai pm e ricostruite dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza. Le indagini hanno per legge dei loro tempi, e la Guardia di Finanza deve poter lavorare serenamente, per tutelare gli azionisti ed il mercato. che non sembrano molto entusiasti dell'operato della vertice della banca e delle loro decisioni ed iniziative.

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