Sabato, 07 Dicembre, 2019

Tensioni tra migranti e residenti in via del Frantoio: un eritreo ferito

Roma l'eritreo tira sassi ai ragazzini e i genitori assediano il centro d'accoglienza Tensioni tra migranti e residenti in via del Frantoio: un eritreo ferito
Evangelisti Maggiorino | 30 Agosto, 2017, 16:31

Tensione nella notte al Tiburtino Terzo, quartiere della periferia orientale di Roma, dove un gruppo di residenti ha affrontato i migranti ospiti del centro di accoglienza di via del Frantoio in una vera e propria rissa che le forze dell'ordine hanno sedato a fatica.

E' proprio all'interno del centro che è accaduto il fattaccio: l'uomo eritreo sarebbe stato raggiunto da una coltellata alla schiena. Una realtà è che la persona eritrea ferita non è ospite del presidio umanitario dalla fine di luglio scorso, ma è attualmente inserito nel programma di relocation ospite del Cas Staderini.

Ma sono tutti impazziti all'improvviso?

Nuove tensioni in mattinata - E la tensione si è riacutizzata nella mattinata: all'uscita di tre migranti dal centro, uno dei quali con la mano fasciata, un paio di residenti gli sono andati incontro urlando: "Ti ho riconosciuto, eri quello che stanotte aveva in mano un bastone". "I fatti della scorsa notte al Tiburtino III rappresentano il sintomo di una situazione che ha superato i livelli di sicurezza e che rischia ora di trasformarsi in un'emergenza sociale". Sul terreno è rimasto l'eritreo, ferito non si sa da chi e con che cosa: dovranno accertarlo le indagini subito avviate. Un lancio di sassi che ha fatto infuriare i genitori dei ragazzini, che intorno alla mezzanotte capeggiati da una mamma hanno assediato il centro di accoglienza per chiedergli conto dell'accaduto.

A rendere noto per primo l'episodio è stata, in mattinata, Casapound Italia, che ha diffuso anche alcune fotografie dell'assedio al centro d'accoglienza. Della stessa opinione anche Fabrizio Ghera, capogruppo capitolino di Fratelli d'Italia: "La Raggi non si fermi agli annunci, basta con la scellerata decisione di scaricare nelle periferie il peso dell'immigrazione selvaggia". Avevamo avvertito le istituzioni e le autorità che quel centro andava chiuso: "sono ospitati più di quanti la struttura ne possa contenere, non sono rifugiati politici, bivaccano per strada dal mattino a notte fonda, degradando la parte della struttura adiacente alla scuola elementare del quartiere".

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