Venerdì, 19 Luglio, 2019

Scuola, Fedeli: "Vorrei portare l'obbligatorietà fino ai 18 anni"

Ministro dell’Istruzione “Vorrei portare l’obbligo scolastico a 18 anni” Meeting di Rimini, il ministro Fedeli: “Estendere l'obbligo scolastico fino a 18 anni”
Evangelisti Maggiorino | 22 Agosto, 2017, 21:05

A proposito del prolungamento dell'obbligo, il guardasigilli ne ha evidenziato l'importanza perché "un'economia come la nostra, che vuole davvero puntare su crescita e benessere, deve puntare oltre che sulla stessa economia, sulla società della conoscenza così come peraltro ci viene dall'ultima Agenda Onu 2030 sottoscritta anche dall'Italia". A dirlo dal palco di Rimini è la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli. Preso atto di tali prerogative, "si deve sapere che il percorso educativo e formativo che non smette mai nel corso della vita, ha comunque bisogno di avere una più larga partecipazione possibile, almeno fino a 18 anni, poi per percorsi anche diversificati del liceo, degli istituti tecnici professionali". La ministra Fedeli, dal canto suo, al Meeting di Rimini ha parlato anche di ius soli, augurandosi un rapido via libera al provvedimento mentre a Sussidiario.net ha detto che per dare una risposta al "dramma" dei Neet si è fatto troppo poco in Italia in questi anni; ora occorre "intervenire sulla qualità formativa dei docenti". Vuol dire più cultura, più conoscenze, più qualità nella relazione umana e civile, più capacità e adattabilità nel nuovo mondo del lavoro.

"So che questo non si realizzerà in due giorni, ma è importante avere una visione e pensare a come attuarla", ha concluso il Ministro.

Tutti gli studenti universitari dovrebbero partecipare al programma Erasmus.

"Sperimentazione 4 anni Licei scelta utile"- Il Piano nazionale di sperimentazione in 100 classi per il diploma in quattro anni che coinvolgerà Licei e Istituti tecnici "mi è sembrata una scelta utile".

Dunque, una nuova proposta che, accompagnata alla rivisitazione complessiva dei cicli scolastici, dovrebbe portare un netto cambiamento del sistema scuola sia nel breve che nel medio periodo.

La proposta ha suscitato reazioni diverse tra i sindacati della scuola, ma nel complesso è stata accolta con favore. E così il ministro ha detto che lavorerà per rendere l'esperienza più sostenibile anche per le classi meno abbienti. "Se alla fine del percorso vediamo che è discriminante anziché inclusiva non la faremo". "Se si ritiene importante, quale in effetti è, il ruolo dei docenti e dell'insegnamento lo devi socialmente riconoscere, anche dal punto di vista retributivo".

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