Lunedi, 23 Ottobre, 2017

Supercoppa, Allegri carica la Juve: Ripartiamo usando la rabbia post Cardiff

Juventus ICC Getty Images
Cacciopini Corbiniano | 13 Agosto, 2017, 05:13

Dopo la finale di Cardiff e un precampionato di alti e bassi, da Allegri e i suoi ci si attende un'importante risposta. "Mi sono chiesto se avrei dovuto mettere la parola fine alla mia storia con la Juventus. Una parte di me aveva considerato la possibilità di dimettermi rispettosamente il lunedì dopo". Così il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, alla vigilia della finale di Supercoppa contro la Lazio. Se hai giocatori forti, devi essere bravo a non fare danni. Quella rabbia va usata per affrontare questa stagione. Allegri e la panchina.

Il modulo: "L'esperienza mi dice che spesso si parte in un modo e si finisce in un altro". Arriviamo da numeri impressionanti e dobbiamo ripartire con la rabbia giusta. "Anche per me è difficile fare questa conferenza dopo mesi che non parlo". "Scelsi di andare a Coverciano e prendere la licenza in 15 giorni". E' stata un sequenza tecnica magnifica fatta dalla nostra squadra e conclusa da Mandzukic. Secondo il tecnico livornese non basta essere una grande squadra, ma bisogna essere speciali. L'ultima a Cardiff contro il Real Madrid, lo scorso giugno. Dal secondo tempo ho capito che non avevamo i mezzi o gli strumenti che ci servivano. L'anno dopo siamo partiti al contrario, poi siamo tornati a 3 per caratteristiche dei giocatori. Innanzitutto la condizione, poi il gioco di squadra. E' stato quando sono entrato negli uffici del Milan e sono stato licenziato, anche se non è stata una sorpresa. Assente ancora Pjaca che sta recuperando dal lungo infortunio, nessun problema per Cuadrado.

Nuovi arrivati e tanti giovani, cosa si aspetta? "Quando ho lasciato il Milan l'ho visto come un fallimento del mio lavoro". Al di là dell'avversario, che magari con noi ultimamente ha fatto fatica perché lo abbiamo sempre rispettato e temuto, spero che la striscia positiva continui, vogliamo riempire di trofei la nostra bacheca. C'erano due giocatori che a stento potevano stare in piedi per gli infortuni, e il Real giocava una gara intelligente e rilassata.

La Juve ancora la più forte? Quell'anno abbiamo raggiunto la finale di Champions League tutti insieme. "Non c'è nulla così, è come un'opera". "Ovviamente non è stato questo il caso". La società gli ha dato credito, oltretutto cercando e prendendo calciatori richiesti dall'allenatore come Bernardeschi, giocatore allegriano se ce n'è uno perché accanto alle ali pure l'allenatore ha sempre cercato una mezzala che sappia lavorare negli half-spaces, muovendosi come mezzapunta. Per me, però, quando guardo a Dybala e Buffon penso a loro come i simboli di questa squadra. "Uno la cui carriera è in rampa di lancio, uno che vuole lasciare un'eredità importante al termine della sua".

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