Lunedi, 23 Ottobre, 2017

Migranti, Msf sospende i salvataggi: "La Libia ci spara, troppo pericoloso"

Un salvataggio in mare di MSF Un salvataggio in mare di MSF
Evangelisti Maggiorino | 12 Agosto, 2017, 23:37

Medici Senza Frontiere sospende le attività di salvataggio in mare.

L'organizzazione non governativa Medici senza frontiere (Msf) ha reso noto sabato 12 agosto la sua decisione di sospendere le operazioni di soccorso dei migranti al largo della Libia perché si sente minacciata dalla guardia costiera libica e le politiche del governo italiano hanno reso l'attività più difficile. MSF ha spiegato di essere stata allertata dal Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo (MRCC) di Roma "di un rischio sicurezza legato alle minacce pronunciate pubblicamente dalla Guardia Costiera Libica contro le navi di ricerca e soccorso umanitarie impegnate in acque internazionali". Un'equipe medica Msf continuerà comunque a fornire supporto a bordo della nave Aquarius di 'Sos Mediterranee', un'altra Ong che però ha firmato il codice di condotta.

"Se queste dichiarazioni verranno confermate e gli ordini attuati, vediamo due gravi conseguenze: ci saranno più morti in mare e più persone intrappolate in Libia. Chi non annegherà verrà intercettato e riportato in Libia, che sappiamo essere un luogo di assenza di legalità, detenzione arbitraria e violenza estrema".

"I recenti sviluppi rappresentano un altro preoccupante tassello di un ambiente sempre più ostile per le operazioni salvavita di soccorso" ha detto Loris De Filippi di MSF. "È un attacco inaccettabile alla vita e alla dignità delle persone". Queste azioni stanno chiaramente dimostrando la vera ambizione delle autorità italiane ed europee: limitare l'attività degli attori di ricerca e soccorso indipendenti e concentrare tutti gli sforzi nel riportare le persone in Libia.

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