Lunedi, 23 Ottobre, 2017

Buoni pasto: approvate le nuove regole

Buoni pasto, “fino a otto in una volta si possono utilizzare per pagare la spesa. Anche nei farmer's market” Buoni pasto: da settembre utilizzabili 8 alla volta, anche in mercati e agriturismi
Esposti Saturniano | 12 Agosto, 2017, 16:49

Si accettano buoni pasto fino a un massimo di otto. Sono le grandi novità, contenute nel decreto, varato dal Ministero dello Sviluppo Economico e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che entrerà in vigore dal 9 settembre.

Tra le nuove norme spicca il divieto di non cumulare più di otto buoni pasto per volta.

Non solo, ma potrebbe anche contribuire a far decollare il mercato dei ticket in formato elettronico, penalizzato forse dalla combinazione dell'immediata tracciabilità degli stessi (e facile accertabilità degli abusi) con le incertezze interpretative.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia con le nuove regole sui buoni pasto, partendo dalle caratteristiche che questi devono avere per essere validi.

Il provvedimento è rilevante anche per le imprese private interessate da tali servizi. Inoltre l'accordo deve contenere l'indicazione dello sconto incondizionato riconosciuto alla società emittente dai titolari degli esercizi convenzionati.

Dove utilizzare i buoni pasto?

Finora, la non cumulabilità dei ticket postulata dall'articolo 285 del decreto 207/2010 poneva il sostituto di imposta nella scomoda situazione di dover decidere se l'utilizzo multiplo dei ticket non consentito dalla legge avesse ricadute anche fiscali. Non sono cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto buoni, né commercializzabili o convertibili in denaro e sono utilizzabili solo dal titolare. Perciò, il datore di lavoro dovrebbe innanzi tutto concentrarsi sulla corretta distribuzione dei tagliandi, più che sul loro corretto utilizzo.

I buoni, in forma cartacea o elettronica, saranno spendibili - prevede il decreto - "esclusivamente dai lavoratori subordinati a tempo pieno o parziale, anche qualora l'orario di lavoro non preveda una pausa per il pasto, nonché dai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato".

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