Mercoledì, 13 Dicembre, 2017

Google licenzia l'autore del manifesto anti-diversità: difendeva la discriminazione di genere

Google licenzia l’autore del manifesto anti-diversità difendeva la discriminazione di genere Google, parla l'ingegnere licenziato per manifesto sessista: «Io, vittima di una bolla ideologica intollerante»
Deangelis Cassiopea | 12 Agosto, 2017, 07:37

Nonostante quest'ultimo abbia scatenato una vera e propria bufera sul web, l'autore ha ammesso di aver ricevuto anche molti apprezzamenti da parte di colleghi uomini che "gli sono grati per aver trattato un tema così importante che loro non avrebbero avuto il coraggio di sollevare per paura di essere licenziati". Più di sessanta donne che hanno lavorato e lavorano per Google stanno valutando la possibilità di presentare una class action contro il gruppo, accusato di sessismo, discriminazioni e di disparità nel pagamento della donne.

La nota interna, un manifesto di dieci pagine, in cui un dipendente sosteneva che le donne sono meno adatte degli uomini a svolgere professioni nel settore tecnologico per questioni biologiche proprio non è piaciuta a Google.

L'autore del manifesto, tuttavia, non suggerisce che le donne non siano in grado di fare lavori tecnici, ma che le differenze esistono e vanno riconosciute. In un memo scritto ai dipendenti dopo la notizia del saggio, il vicepresidente Brown ha dichiarato che "costruire un ambiente aperto e inclusivo significa promuovere una cultura in cui i soggetti con opinioni diverse, comprese quelle politiche, si sentano liberi di condividere con tutti i propri pensieri". Secondo l'ingegnere, Google non dovrebbe sviluppare programmi di inclusione sociale. Google, infatti, è attualmente sotto indagine da parte del Dipartimento del Lavoro statunitense per le diseguaglianze salariali tra uomini e donne.

La tesi di Damore oltretutto è supportata dall'interessante documentario novergese "Brainwashing - The gender equality paradox" (al link sottotitolato in italiano), che in sostanza evidenzia come la parità tra i sessi non ha niente a che vedere con la parità di genere, che appunto rimane solo una teoria. "Ma questo discorso deve lavorare accanto ai 'principi di uguaglianza' espressi dal codice di condotta dell'azienda, volti a politiche e leggi anti-discriminazione".

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