Sabato, 19 Agosto, 2017

Kim minaccia: "Pronti a colpire Guam in 5 giorni"

La Corea del Nord lancia un nuovo missile Corea del Nord: Washington minaccia la “guerra preventiva”, l'ONU approva nuove sanzioni
Evangelisti Maggiorino | 12 Agosto, 2017, 04:40

Nella gara con gli Stati Uniti sul rialzo dei toni, della retorica e delle minacce, la Corea del Nord ribadisce non solo la volontà di sferrare l'attacco contro Guam, isola avamposto territoriale e militare Usa nel mar delle Filippine, ma anticipa che sta "seriamente" valutando il lancio "contemporaneo" di 4 missili a raggio intermedio Hwasong-12 per intimidire gli asset di Marina e Aeronautica americane. Il tweet arriva dopo le minacce di Pyongyang in cui il regime spiegava: "il presidente Trump ci sta portando sull'orlo di una guerra nucleare", come diffuso dall'agenzia nordcoreana Korean Central News Agency -KCNA."Vi spazzeremo via - si legge nel testo diffuso dai media USA - vi cancelleremo dalla faccia della terra". Per seguire la crisi, il presidente farò ritorno a Washington il 14 agosto in giornata, la vigilia dell'annunciato attacco nord coreano su Guam.

R. - Uno dei piccoli passi è fare incontrare i rappresentanti delle famiglie che sono state separate 60 anni fa: questo sarebbe un piccolo passo, permettere loro di incontrarsi. Il primo si dice pronto ad attaccare la base militare Usa sull'Isola di Guam, mentre Washington promette una risposta inedita nella sua violenza. Adesso, dopo che l'intelligence americana si è sbilanciata nel sostenere che la tecnologia militare della Corea del Nord ha raggiunto livelli di guardia preoccupanti, non considerandola più una minaccia remota, tutti si chiedono se sul serio potrebbe scatenarsi a breve una guerra se non globale comunque devastante per l'Asia estremo orientale. In settimana, due bombardieri B-1B, in grado di raggiungere il Nord in due ore, hanno effettuato un volo dimostrativo sulla penisola in manovre congiunte coi caccia di Seul.

Oggi Maduro ha riferito che vuole avere un incontro con Donald Trump quando viaggerà a New York per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La reazione dei Paesi vicini non s'è fatta attendere: la Corea del Sud ha riunito il Consiglio sulla sicurezza nazionale, promesso una "forte e risoluta reazione" agli attacchi del Nord insieme agli alleati (Usa in testa) e richiesto di interrompere le provocazioni e di tornare al tavolo negoziale ritenendo che il dialogo sia ancora possibile a patto che il Nord cooperi. "Le misure militari sono ora state allestite in pieno e pronte a colpire, in caso la Corea del Nord agisse incautamente".

Anche il segretario di Stato Rex Tillerson ha preso le distanze da Donald Trump. In Corea del Nord la realtà sul terreno sta cambiando, in termini di tecnologia a loro disposizione ma anche di impatto delle sanzioni sull'economia: entrambi i campi hanno motivo di muoversi in fretta. Si tratta di un gioco rischioso, sul filo invisibile dei confini tra le due coree mai così distanti, che trasuda però maggiore realpolitik di quanto si possa pensare.

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