Sabato, 19 Agosto, 2017

Mare inquinato, in Calabria sette "malati cronici"

Qual è la distanza tra il wc e il nostro mare? Secondo Legambiente breve. il 10% dei rifiuti sulle nostre spiagge proviene dagli scarichi dei nostri bagni "Il Mar Meditarraneo è un malato cronico": la denucia di Goletta Verde di Legambiente
Evangelisti Maggiorino | 11 Agosto, 2017, 18:07

Su 260 tratti di mare campionati lungo la costa della nostra Penisola, ben 105 si sono rivelati inquinati da una carica batterica che supera quella consentita dalla legge. Inoltre, Legambiente ha individuato 38 punti risultati inquinati mediamente negli ultimi 5 anni, che si concentrano soprattutto nel Lazio (8), in Calabria (7), in Campania e Sicilia (5). Di fronte a questa situazione Legambiente ha presentato alle Capitanerie di Porto 11 esposti, uno per ogni regione in cui sono presente i malati cronici di inquinamento sulla base della legge sugli ecoreati che hanno introdotto i delitti ambientali nel codice penale.

"Il mare italiano continua a soffrire per la presenza di numerosi scarichi non depurati che continuano a riversarsi in mare e anche quest'anno i dati di Goletta Verde confermano nuovamente la gravità della situazione, segnata anche dal problema dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali che sfregiano coste e territori italiani" denuncia Giorgio Zampetti, responsabile Scientifico di Legambiente. Come ogni anno, i parametri indagati da Goletta Verde sono solo microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli). Dei 105 campioni di acqua risultati con cariche batteriche elevate, ben 86 (ovvero l'82%) sono giudicati "fortemente inquinati". L'87% dei campioni inquinati e fortemente inquinati sono stati prelevati alle foci di fiumi, torrenti, canali, fiumare, fossi o nei pressi di scarichi che si confermano i nemici numero uno del nostro mare. "Mentre il 13% e' stato prelevato presso spiagge affollate di turisti". Su 46 spiagge controllate "sono stati trovati quasi 7.000 cotton fioc, frutto della cattiva abitudine di buttarli nel wc e dell'insufficienza depurativa". L'associazione ambientalista cita il portale "Urban Waste Water Treatment Directive (UWWTD) site for Europe" secondo cui "al 2014 in Italia solo il 41% del carico generato subisce un trattamento conforme alla direttiva, rispetto ad una media europea del 69%: su 28 paesi l'Italia è al 23esimo posto". Inoltre, "gli scarichi relativi a 577mila abitanti equivalenti inoltre non subiscono alcun trattamento depurativo" e "il dato relativo ai depuratori, degli impianti di trattamento risulta conforme poco più della metà a livello nazionale, ovvero il 54%".

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Nonostante le troppe aree inquinate, sulle spiagge italiane è ancora difficile scovare i divieti di balneazione e la cartellonistica informativa. In tutto quasi 1.000 che non rispettano le regole comunitarie sul trattamento delle acque reflue. E proprio allo stretto legame tra acqua e turismo, annuncia Utilitalia, sarà dedicata una sessione specifica del Festival dell'Acqua, in programma quest'anno a Bari dall'8 all'11 ottobre.

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